Napoli– Il boato del crollo in via Nuova Bagnoli, con tonnellate di macerie precipitate in strada all’alba del 27 dicembre, pochi giorni dopo un primo cedimento a Santo Stefano, ha riportato alla mente dei napoletani le troppe tragedie annunciate.
Un edificio abbandonato da decenni si è sbriciolato sotto gli occhi dei residenti, costringendo allo sgombero precauzionale di famiglie e alla chiusura di un’arteria importante del quartiere.Ora la stessa paura si è trasferita a pochi chilometri di distanza, nel cuore di Pianura.
Qui l’attenzione è tutta puntata sul cosiddetto “T1”, l’ecomostro di via Trencia: un colosso abusivo degli anni Settanta, acquisito dal Comune nel 1982, devastato da un incendio nel 2008 e da allora lasciato in un degrado totale, senza mai essere realmente messo in sicurezza.
I residenti, esasperati, hanno inviato al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli un dossier fotografico impressionante: solai sfondati, ferri d’armatura ossidati e scoperti, calcinacci sparsi ovunque, porzioni di struttura già collassate.
Immagini che raccontano un pericolo evidente e quotidiano.«Dopo quanto accaduto a Bagnoli – scrivono i cittadini – temiamo che il T1 possa fare la stessa fine. Con una differenza gravissima: questo stabile si trova a ridosso di scuole e istituti di riabilitazione. Qui il rischio non è astratto, è quotidiano».
Il fabbricato, facilmente accessibile da anni, è diventato nel tempo meta di esplorazioni urbane da parte di ragazzini che arrivano persino sul tetto. Gli sciami sismici dei Campi Flegrei, sempre più frequenti, hanno aggravato la situazione con ulteriori distacchi di materiale.
«Quello che è successo a Bagnoli era una tragedia annunciata, esattamente come lo è ciò che potrebbe accadere a Pianura – denuncia Borrelli –. Non possiamo continuare a girarci dall’altra parte aspettando il prossimo crollo o, peggio, il prossimo morto».Nonostante segnalazioni ripetute a Prefettura, Comune di Napoli e assessorato competente, negli ultimi diciassette anni non è arrivata alcuna risposta concreta.
Sul T1 si sono alternati contenziosi, richieste di condono, rigetti e ricorsi, mentre il rudere continuava a sgretolarsi sotto gli occhi di tutti.«Questo ecomostro è il simbolo dell’abusivismo selvaggio e dell’immobilismo istituzionale – conclude il parlamentare –. Prima si costruisce illegalmente, poi si lascia marcire tutto nel silenzio generale.
Dopo il crollo di Bagnoli non ci sono più alibi: via Trencia va messa subito in sicurezza. Napoli non può continuare a sbriciolarsi nell’indifferenza». I residenti chiedono interventi urgenti: dalla chiusura dell’area alla demolizione controllata. Il tempo stringe: a Pianura, come a Bagnoli, l’attesa di una soluzione rischia di costare cara.
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Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
Leggendo l’articolo, mi sembra che la situazion a Napoli sia diventata davvero preoccupante. Gli edifici abbandonati e le tragedie annunciate devono essere affrontate con urgenza. Non possiamo aspettare che succeda qualcosa di peggio.