

guerriglia a2
Una spirale di violenza che aveva trasformato un tratto della A2 in un campo di battaglia urbano. A distanza di due mesi dai gravi disordini avvenuti nei pressi dell'area di servizio di San Mango Piemonte, l'inchiesta condotta dalla Polizia di Stato ha portato a una svolta decisiva: sono 30 le persone indagate per gli scontri tra le tifoserie organizzate di Casertana e Catania.
Il pomeriggio dello scorso 11 ottobre, il tratto autostradale in provincia di Salerno era diventato teatro di una vera e propria guerriglia. Le due fazioni si erano incrociate in un momento di altissima tensione: i sostenitori siciliani stavano rientrando dalla trasferta di Picerno, mentre i campani tornavano dalla gara disputata a Giugliano.
Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Digos di Salerno, con il supporto dei colleghi di Caserta e Catania, le due frange ultras non si sono limitate a insulti verbali. Il bilancio parla di aggressioni reciproche condotte con un arsenale improvvisato: fumogeni, esplosivi, mazze e oggetti contundenti. Un caos che ha paralizzato la circolazione in entrambi i sensi di marcia, intrappolando decine di automobilisti inermi, testimoni di scene di violenza gratuita.
L'informativa di reato, depositata presso la Procura della Repubblica di Salerno (e presso il Tribunale per i Minorenni per quanto riguarda due indagati ancora sotto i diciotto anni), ipotizza diversi capi d'accusa per i 30 soggetti deferiti in stato di libertà.
Le indagini si sono avvalse delle immagini delle telecamere di videosorveglianza dell'area di servizio e dei filmati acquisiti dai reparti scientifici, che hanno permesso di identificare i partecipanti più attivi nei disordini.
Oltre al percorso penale, per i trenta ultras è già scattato l'iter amministrativo. Il Questore di Salerno ha infatti avviato le procedure per l'emissione dei Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive). Se confermati, i provvedimenti terranno i soggetti lontani dagli stadi per diversi anni, a conferma della linea della "fermezza" adottata dalle autorità contro la violenza nel mondo del calcio.
L'episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza negli spostamenti delle tifoserie, un tema che continua a preoccupare l'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, specialmente lungo le arterie autostradali del Mezzogiorno.