Napoli – Una condanna pesante ma lontana dai 12 anni richiesti dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Clemente Massaro, noto come ‘o pecuraro e ritenuto a capo dell’omonimo clan attivo nell’area est del Casertano, è stato condannato ieri dal GIP del tribunale di Napoli, Anna Tirone, a cinque anni e sei mesi di reclusione. L’accusa, celebrata con rito abbreviato, è quella di estorsione aggravata.
Nel mirino del boss era finito un appalto pubblico da 4 milioni di euro per la costruzione di un campus scolastico a Santa Maria a Vico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Massaro e la compagna, la 64enne Antonietta Sgambato detta ‘a sparatora, si sarebbero presentati più volte sul cantiere pretendendo una tangente del 2-3% sull’importo totale dei lavori.
Dopo aver incassato una prima tranche a febbraio 2025, la coppia era tornata alla carica prima di Pasqua per una nuova richiesta, ma questa volta le loro azioni sono state immortalate dalle telecamere di videosorveglianza. I video mostravano chiaramente Massaro e la Sgambato mentre prendevano il denaro dalle vittime per poi nasconderlo.
Nonostante le prove video, il giudice ha accolto solo parzialmente la tesi dell’accusa. Mentre per Massaro, ex collaboratore di giustizia difeso dagli avvocati Orlando Sgambati e Valerio Stravino, è arrivata la condanna, la compagna Sgambato, difesa da Alberto Martucci e Orlando Sgambati, è stata assolta da ogni accusa, con disposizione di immediata scarcerazione. La DDA aveva invece richiesto per lei una pena di 10 anni.
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Commenti (1)
La sentenza sembra un pò strana, visto che c’erano prove video chiari eppure la compagna è stata assolta. Non capisco come sia possibile che il giudice ha deciso in questo modo. Forse ci sono fattori non noti.