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Napoli, omicidio di Marco Pio Salomone: fermato baby killer di 15 anni

Un minorenne sarebbe il volto nuovo della guerra tra baby-clan che sta insanguinando la città. Gli investigatori della Mobile: «Esecuzione fulminea». La DDA passa il fascicolo alla Procura dei Minori.





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Dopo l’omicidio dell’altra notte che ha visto morire il 19enne Marco Pio Salomone nel quartiere Arenaccia, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli – Sezione Omicidi hanno lavorato senza tregua, raccogliendo frammenti, testimonianze, immagini di videosorveglianza. E in meno di ventiquattro ore è arrivata la svolta: il fermo di un ragazzo di soli 15 anni.

Il minorenne, napoletano, è accusato di omicidio aggravato e di porto e detenzione illegali di arma da fuoco. Il fascicolo, avviato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è stato poi trasferito alla Procura per i Minorenni, segno evidente del nuovo scenario criminale che gli inquirenti si trovano ad affrontare: gruppi sempre più giovani, sempre più spregiudicati, in grado di sparare e uccidere con la freddezza di veterani.

Il movente, ancora coperto da riserbo, potrebbe affondare nel sottobosco delle rivalità tra bande giovanili che da settimane agitano i quartieri popolari del capoluogo.

Il 15enne era stato identificato e veniva ricercato dalla Polizia di Stato sin da ieri. Stamane si è costituito in questura, accompagnato dal suo avvocato. Gli investigatori però mantengono uno strettissimo riserbo sulla vicenda e non fanno trapelare alcun dettaglio sul movente dell’omicidio.

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Marco Pio Salomone, 19 anni, con precedenti per spaccio e scampato a un’altro agguato nel 2024 nonostante la sua giovane età, è stato ferito nella notte tra venerdì e sabato mortalmente da un colpo di pistola alla testa mentre era in auto, in via Generale Francesco Pinto nel quartiere Arenaccia con tre amici 8due dei quali con precedenti di polizia) intorno all’una e mezza della notte.

Il ferimento è avvenuto  nei pressi di una sala giochi: gli amici lo hanno subito portato in ospedale, dove però Salomone – giudicato non operabile dai medici per la gravità delle condizioni – è spirato dopo alcune ore.

Una spirale che non conosce tregua, fatta di scooter, pistole facili e una violenza che avanza senza età.
Intanto, all’Arenaccia, resta l’eco di quella notte: una corsa disperata, gli spari che spezzano il silenzio e un ragazzo steso a terra mentre la città, l’ennesima volta, si chiede dove stia andando questa nuova generazione allevata tra paura, povertà e polvere da sparo.

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