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Napoli, la protesta dei tassisti contro le nuove restrizioni anti-smog: “Norma inutile senza controlli”

Il Comitato di Base Taxi attacca la nuova disposizione ambientale: “Norma adottata solo per rispondere alla Regione, ma nessun piano per farla rispettare”. Vertenza aperta e nessun segnale dall’amministrazione.
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Napoli - La nuova Disposizione Dirigenziale n. 784 del 24 novembre 2025 del Comune di Napoli — che impone limitazioni alla circolazione per contrastare l’inquinamento atmosferico — riaccende lo scontro tra Palazzo San Giacomo e la categoria dei tassisti. Una misura che, secondo il Comitato di Base Taxi e le principali organizzazioni sindacali del settore, sarebbe stata adottata più per rispondere alle richieste della Regione Campania che per reali finalità ambientali.

Secondo i rappresentanti dei tassisti, infatti, il provvedimento nasce privo di una strategia operativa. Le restrizioni alla circolazione vengono formalmente introdotte, ma non esiste — denunciano — alcun piano per garantirne l’applicazione concreta: niente controlli, nessuna campagna informativa, assenza totale di misure di accompagnamento o di alternative per i lavoratori che, come i tassisti, vivono la strada ogni giorno.

Le sigle di categoria hanno richiesto un incontro all’assessore comunale alla Legalità, con l’obiettivo di collaborare all’attuazione della norma, purché accompagnata da strumenti idonei a garantirne il rispetto. Ma, nonostante le sollecitazioni, dal Comune non è arrivato alcun segnale: nessuna convocazione, nessun tavolo tecnico, nessun chiarimento.

E il risultato, denunciano i tassisti, è sotto gli occhi di tutti: «La disposizione esiste, ma non viene applicata. Nulla è cambiato», sottolinea il Comitato di Base Taxi Napoli. «Si continua a parlare di sostenibilità, ma senza controlli e senza un piano complessivo, la città non respira di meno e i cittadini non ricevono alcun beneficio concreto».

La vicenda si inserisce in una vertenza più ampia che, negli ultimi anni, ha visto i tassisti napoletani scontrarsi con l’amministrazione su diversi fronti: dalla gestione delle Ztl alle regolamentazioni temporanee del traffico, fino ai controlli contro l’abusivismo e alle richieste di sostegno economico per il rinnovo delle flotte a basso impatto ambientale.

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Richieste rimaste in gran parte inevase, secondo le associazioni, che denunciano un sistema «schiacciato tra norme calate dall’alto e assenza di interventi strutturali».

Per il settore, già provato dalla concorrenza irregolare e dal calo dei flussi turistici stagionali, l’ennesima misura senza attuazione rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio burocratico privo di benefici reali.

La vicenda mette in luce un problema ricorrente nella gestione delle politiche ambientali a Napoli: provvedimenti annunciati con toni ambiziosi ma privi di un’architettura amministrativa tale da renderli efficaci. Le città che riducono davvero lo smog non lo fanno solo imponendo divieti, ma adottando piani integrati: controlli costanti, incentivi per il rinnovo dei mezzi, trasporti pubblici potenziati, campagne informative e collaborazione con le categorie coinvolte.

Il rischio, ancora una volta, è trasformare una buona intenzione in un atto puramente formale, che scontenta i lavoratori e non porta benefici alla città. Il dialogo chiesto dai tassisti dovrebbe essere il punto di partenza per una strategia più ampia, non l’ennesima richiesta lasciata in sospeso.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA Articolo pubblicato il 30 Novembre 2025 - 19:30 - Gustavo Gentile

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