Movida a Napoli, Manfredi rompe gli indugi: “Presto una nuova ordinanza”

Dopo le sentenze della giustizia amministrativa e mesi di polemiche, il sindaco annuncia una stretta per regolamentare la vita notturna. Massima attesa per i contenuti del provvedimento, che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni per trovare un equilibrio tra residenti e esercenti.
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Una nuova ordinanza per provare a mettere un punto al caos della movida napoletana. L’annuncio arriva direttamente dal sindaco Gaetano Manfredi, che a margine della cerimonia per il IV Novembre in Piazza del Plebiscito ha confermato l’intenzione del Comune di intervenire con un provvedimento ad hoc.

“Stiamo lavorando su questa ordinanza anche in conseguenza dei provvedimenti giudiziari che ci sono stati”, ha dichiarato il primo cittadino, confermando che la stretta è una risposta diretta anche alle recenti sentenze che hanno dato ragione ai comitati di residenti.

La decisione di Palazzo San Giacomo giunge al culmine di un dibattito infuocato che da anni divide la città. Da un lato, i residenti dei quartieri più caldi della notte, come Chiaia, il Vomero e il centro storico, esasperati da rumori molesti, degrado e problemi di ordine pubblico fino a tarda ora. Dall’altro, gli esercenti e i gestori dei locali, che difendono il proprio diritto al lavoro e sottolineano il ruolo vitale che la movida riveste per l’economia e l’attrattività turistica di Napoli.

Questo braccio di ferro ha spesso trovato sfogo nelle aule dei tribunali, con ricorsi al Tar da parte dei cittadini per chiedere il rispetto delle regole sugli orari di chiusura e sulle emissioni sonore. Proprio questi “provvedimenti giudiziari”, citati da Manfredi, sembrano aver dato l’accelerata decisiva all’azione dell’amministrazione.

Al momento, il sindaco mantiene il massimo riserbo sui contenuti specifici dell’ordinanza, che potrebbe arrivare “nei prossimi giorni”. L’attesa è alta per capire quali saranno le nuove regole: si interverrà sugli orari di chiusura dei locali, sulla vendita di alcolici d’asporto, sulla musica all’aperto o sull’occupazione di suolo pubblico?

L’obiettivo, complesso ma non più rimandabile, è trovare una sintesi sostenibile che permetta alla notte napoletana di vivere senza trasformarsi in un incubo per chi in quei quartieri ci abita.


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