Napoli – Una visita privata al Parco archeologico di Pompei si è trasformata, per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un doppio incontro denso di umanità e simboli: da un lato le ragazze e i ragazzi della cooperativa sociale Il Tulipano, impegnati in percorsi di inclusione lavorativa; dall’altro don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde di Caivano noto per il suo impegno nella “Terra dei Fuochi”.
Mattarella è stato accompagnato dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, alla Parvula Domus, la fattoria culturale e sociale del Tulipano, dove si sviluppano progetti di agricoltura sociale e cura del verde.
Qui il Capo dello Stato si è intrattenuto a lungo con i giovani, ascoltando dalla loro voce l’esperienza quotidiana all’interno del parco e concedendosi qualche foto ricordo.
«Le parole del Presidente – racconta Giovanni Minucci, presidente della cooperativa – sono state per noi uno straordinario riconoscimento e un incoraggiamento a proseguire. Ha sottolineato l’importanza dell’inclusione nel mondo del lavoro e questo ha riempito i nostri ragazzi di gioia e speranza».
Minucci parla di una “best practice internazionale” che a Pompei sta portando risultati concreti: «Con Parvula Domus stiamo lavorando a progetti bellissimi di agricoltura sociale e cura delle aree verdi.Potrebbe interessarti
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Il fuori programma: l’incontro con don Patriciello
La visita ha riservato anche un fuori programma dal forte valore emotivo. Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha invitato a sorpresa don Maurizio Patriciello a unirsi al percorso del Presidente tra domus e vicoli degli Scavi. Il sacerdote custodiva da mesi un desiderio: consegnare a Mattarella l’album con le fotografie scattate durante la visita del Capo dello Stato nella sua parrocchia lo scorso 5 gennaio.
«Il prefetto sapeva quanto ci tenessi – racconta il parroco –. Stamattina, verso le 10.30, ho potuto incontrare il Presidente, che era con la figlia. Abbiamo sfogliato insieme le foto, poi ho dovuto salutarlo per raggiungere Lusciano».
Don Patriciello gli ha parlato dell’impegno in memoria di Giuseppe Di Matteo, il ragazzo ucciso dalla mafia a 16 anni, cui il Comune di Lusciano ha appena deciso di intitolare un campo di calcio. Mattarella, riferisce il sacerdote, avrebbe espresso grande apprezzamento per il progetto.
Il racconto del parroco si chiude con un gesto inatteso: «Prima di andar via mi ha preso le mani e mi ha dato un bacio sulla guancia. Non me lo sarei mai aspettato, né avrei mai osato farlo io». Alla visita, tenuta nel massimo riserbo, erano presenti il direttore Zuchtriegel, la figlia del Presidente e le rispettive scorte.
Una giornata riservata, ma dal valore profondo: un Presidente che ascolta, incontra, abbraccia simbolicamente due fronti della stessa battaglia – quella per la dignità delle persone più fragili.





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