AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 22:41
12.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 22:41
12.5 C
Napoli

Castellammare, il clan D’Alessandro aveva il monopolio sulle ambulanze: altri 2 arresti

Nuovo colpo alla camorra stabiese: i Carabinieri sgominano il sistema che controllava i soccorsi del 118 e cercava di imporre il servizio bar allo stadio Menti. Le misure cautelari arrivano a 24 ore dal maxi-blitz che ha già decapitato i vertici del clan.

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Castellammare  -A ventiquattr’ore dal maxi-blitz che ha inferto un duro colpo al clan D’Alessandro, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli torna a colpire. Nelle prime ore del 12 novembre 2025, i Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA, nei confronti di due soggetti ritenuti gravemente indiziati di una serie di reati aggravati dal metodo mafioso.

Secondo gli inquirenti, gli arrestati,avrebbero avuto un ruolo centrale in un articolato sistema di trasferimenti fraudolenti di valori, illecita concorrenza con violenza e minaccia e tentata estorsione, tutti finalizzati ad agevolare le attività del clan D’Alessandro, storico gruppo camorristico egemone a Castellammare di Stabia.

Il “monopolio” del soccorso

L’indagine – diretta dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri – avrebbe svelato un controllo occulto e monopolistico del servizio di soccorso sanitario presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare.

Dietro le apparenze di una regolare attività imprenditoriale, gli uomini del clan avrebbero imposto – attraverso sistematiche intimidazioni e minacce ai concorrenti – la propria gestione del servizio di ambulanze per il trasporto infermi e per il 118.

Un sistema radicato e redditizio, che garantiva al gruppo criminale non solo ingenti guadagni ma anche il controllo del territorio, in un settore delicato come quello dell’assistenza sanitaria d’emergenza.

Pressioni anche sullo stadio Menti

Ma l’avidità del clan non si sarebbe fermata al mondo sanitario. Dalle indagini sarebbe emerso anche un tentativo di estendere il racket al settore della ristorazione, imponendo la gestione del bar e del servizio di ristoro all’interno dello stadio Romeo Menti, casa della Juve Stabia.

Un’ulteriore conferma – sottolineano gli investigatori – della pervasività del potere mafioso, capace di insinuarsi in ogni ambito della vita economica cittadina, dai servizi pubblici agli spazi sportivi.

Sequestrata la società “di facciata”

Contestualmente agli arresti, il GIP ha disposto il sequestro preventivo della società che – secondo la ricostruzione della DDA – costituiva il veicolo operativo attraverso cui il clan esercitava il proprio monopolio nel settore delle ambulanze.

L’azienda, formalmente intestata a terzi, sarebbe stata in realtà gestita e controllata dagli uomini del clan, che la utilizzavano per mascherare i proventi illeciti e consolidare la propria presenza sul territorio.

Una nuova pagina dell’offensiva antimafia

L’operazione di ieri si inserisce nel più ampio filone investigativo che, da mesi, sta smantellando l’impero economico e criminale del clan D’Alessandro, uno dei più radicati della camorra stabiese.

Con gli arresti di oggi si completa un quadro di infiltrazioni mafiose nei settori vitali della città, confermando come il potere del clan si fondasse non solo sulla violenza ma anche sulla gestione occulta di attività imprenditoriali apparentemente legali.

LEGGI ANCHE

Permesso per un battesimo: il killer di Gelsomina Verde torna Scampia

di Giuseppe Del Gaudio 13 Febbraio 2026 - 22:12 22:12

Napoli - Il punto di rottura, oggi, è tutto in un ritorno: Ugo De Lucia, già in semilibertà, ha ottenuto un permesso per presenziare a un battesimo a Secondigliano, decisione assunta dall’ufficio di sorveglianza di Venezia. La notizia, rilanciata in città, ha riattivato il conflitto — antico e mai pacificato — tra la logica rieducativa…

Continua a leggere

Minacce a un agente al 41-bis: condannato a Cuneo il boss Umberto Onda

di Rosaria Federico 12 Febbraio 2026 - 20:08 20:08

Cuneo  Una nuova condanna si aggiunge all’ergastolo già in corso di esecuzione per Umberto Onda, ritenuto esponente di spicco della camorra di Torre Annunziata. Il Tribunale di Cuneo gli ha inflitto undici mesi di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, in relazione a un episodio avvenuto nel 2022 durante la sua detenzione nel…

Continua a leggere

Scafati, arrestati e subito scarcerati i «coniugi dello spaccio»

di Giuseppe Del Gaudio 11 Febbraio 2026 - 23:06 23:06

Scafati - Nonostante i 76 anni e il regime di sorveglianza speciale che lo inquadra ufficialmente come "spacciatore", Mario Mainenti non avrebbe mai abbandonato il settore del narcotraffico. È quanto emerso dall’ultimo blitz dei Carabinieri della Tenenza di Scafati, che hanno fatto irruzione nell’abitazione dello storico esponente della criminalità locale. Al momento dell’accesso, i militari…

Continua a leggere
@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte Verificata

Commenti (1)

L’articolo presenta una situazione grave e complessa riguardo al clan D’Alessandro a Castellammare. Sarebbe interessante sapere di più sulle modalità con cui le forze dell’ordine stanno affrontando questo fenomeno e se ci sono altri gruppi coinvolti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA