

I lavori iniziati a Bagnoli
Napoli– A Bagnoli il cantiere corre. Le ruspe hanno già completato l’abbattimento dell’ex mensa e degli uffici Italsider, edifici abbandonati da oltre trent’anni e ormai ridotti a relitti dell’archeologia industriale.
Ora si passa alla fase successiva: le attività preparatorie per la demolizione del vecchio pontile centrale, distinto dallo storico pontile Nord, da tempo trasformato in una passeggiata panoramica per i cittadini.
Nel cuore dell’area di rilevante interesse nazionale, sono 200 gli operai al lavoro in questa prima fase. La conferenza dei servizi si è chiusa nel rispetto del cronoprogramma definito dalla Cabina di regia del 4 agosto 2025, confermando la tabella di marcia che punta a restituire Bagnoli ai cittadini dopo decenni di attesa.
Il commissario straordinario per Bagnoli e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha illustrato lo stato dell’arte prima nel board ufficiale dell’America’s Cup e poi alla Cabina di regia convocata a Palazzo Chigi, insieme al ministro Tommaso Foti e all’amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi.
«Tutto procede come da programma» ha assicurato Manfredi spiegando che il maxi-intervento è diviso in tre blocchi: opere a mare, opere a terra sulla colmata e, dal 2026, le cosiddette opere ancillari legate alla mobilità e ai servizi.
Le opere a mare: dragaggi, sicurezza e il nuovo bacino di calma
Il primo tassello riguarda il fronte mare. Qui è previsto un bacino di calma di circa 20 ettari, fondamentale per ospitare le imbarcazioni AC75 dell’America’s Cup e, al tempo stesso, per anticipare parte delle attività di bonifica dei fondali.
La convenzione per queste opere è stata firmata dal Commissario, Invitalia e il Provveditorato alle opere pubbliche con il raggruppamento di imprese Deme Rti, nel rispetto della sentenza del Consiglio di Stato 2025. Dopo un passaggio con l’Autorità Anticorruzione, recepite tutte le osservazioni, è partita la contrattualizzazione.
Oltre ad assicurare condizioni di sicurezza idrodinamica, queste opere rappresentano l’avvio del vero risanamento ambientale dei sedimenti marini: un passaggio obbligato e atteso da decenni.
Parallelamente si lavora sulla colmata di Bagnoli, dove sono previste recinzioni, demolizioni residue, risagomatura della scogliera e progressivo tombamento superficiale per mettere in sicurezza l’area.
Qui sorgerà la Technical Base Area, la zona operativa destinata ai team della Coppa America: basi, infrastrutture, reti tecnologiche e superfici pronte per essere allestite – in modo reversibile – senza compromettere il futuro Parco urbano e il waterfront definitivo.
Il progetto è realizzato da Invitalia con il raggruppamento Greenthesis, nell’ambito dell’Accordo quadro modifiche Infrastrutture.
Dal 2026 partirà la terza fase, dedicata alla viabilità e ai servizi:
rifacimento di via Coroglio,
collegamento con via Diocleziano tramite nuova viabilità interna,
servizio di bus elettrici dedicato,
una nuova fermata della Linea 2 presso la Porta del Parco, finanziata da Rfi,
parcheggi e riqualificazione dei pontili Nord e Sud.
Interventi pensati per rendere Bagnoli finalmente accessibile e integrata con la città.
Ambiente, controlli e tempi: il cronoprogramma
La procedura di verifica ambientale (VIA) è stata superata: il 20 ottobre, il Ministero dell’Ambiente ha decretato l’esclusione del progetto dalla VIA, sulla base del parere favorevole espresso dalla commissione tecnica.
Sia per le opere a mare che per quelle a terra è previsto un piano di monitoraggio ambientale rafforzato, già operativo.
Estate 2026: conclusione delle opere a mare e degli interventi sulla colmata.
Primavera 2027: completamento delle opere ancillari.
Con la demolizione degli ultimi simboli dell’abbandono e un’agenda serrata che guarda alle grandi competizioni internazionali, Bagnoli si prepara a cambiare volto. Dopo trent’anni di promesse, la riqualificazione entra finalmente nella fase decisiva.