Addio a James Senese, il sax che ha riscritto la musica italiana e il ‘Neapolitan Power’

Napoli dice addio al suo gigante del Jazz-Funk, fondatore degli Showmen e di napoli Centrale. Pioniere del sound che ha unito il Rhythm and Blues alla tradizione partenopea
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La scomparsa di James Senese, all’età di 80 anni, a causa di un’infezione polmonare, segna un momento di profondo lutto non solo per Napoli ma per l’intera storia della musica italiana e internazionale.

Gaetano Senese, in arte James, è stato un musicista, sassofonista e compositore di statura immensa, un vero e proprio “fratello in soul” come fu definito oltreoceano, pioniere e figura centrale di una rivoluzione sonora che ancora oggi risuona.

Aveva 80 anni ed era ricoverato da un mese in ospedale al Cardarelli a causa di una polmonite. In un post social, l’amico Enzo Avitabile scrive: “Non bastano parole per un dolore cosi’ grande ma solo un grazie! Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre”.

La carriera: dagli Showmen a pioniere del Neapolitan Power

La carriera di James Senese è un percorso di coerenza artistica e ricerca costante, radicata nel sociale e nel melting pot culturale della sua Napoli:

Gli Showmen (Anni ’60): Inizia giovanissimo e, insieme a Mario Musella, fonda la band che porterà in Italia sonorità rhythm and blues e soul, sfidando il panorama melodico dell’epoca. Senese, con la sua “pelle nera” (era figlio di un soldato afroamericano e di madre napoletana), incarna fin da subito la fusione di culture che avrebbe caratterizzato la sua musica.

Napoli Centrale (Anni ’70): Il vero punto di svolta. Senese è il fondatore e l’anima del gruppo, che mescola con audacia Jazz-Rock Progressivo, Funky e Blues ai testi in dialetto napoletano. Nasce il genere che sarà poi definito Neapolitan Power. Con i Napoli Centrale, James Senese rompe definitivamente con la canzonetta classica, portando sul palco temi sociali, rabbia e introspezione, diventando un faro per le nuove generazioni di musicisti.

Il legame con Pino Daniele: La sua importanza è indissolubilmente legata alla figura di Pino Daniele. James Senese fu un elemento cruciale della band storica del cantautore, contribuendo con il suo inconfondibile sax al sound blues e jazz che definì la “nuova musica napoletana”. Come ricordato da Senese stesso, i due erano legati da un profondo rispetto e una comprensione artistica quasi fraterna.

Carriera solista e collaborazioni internazionali: Oltre alle band, Senese ha continuato a esplorare il suo sound in una lunga carriera solista, sfornando album che mantengono la sua cifra stilistica inconfondibile. Le sue collaborazioni spaziano dai mostri sacri del Jazz come Gil Evans, Ornette Coleman e l’Art Ensemble of Chicago, al Reggae di Bob Marley, fino agli artisti italiani come Tullio De Piscopo e l’amico Enzo Avitabile.

 L’importanza oltre Napoli

L’impatto di James Senese va ben oltre i confini campani. Padre del Neapolitan Power: Ha dato vita, insieme ad altri, a un movimento che ha reso la musica napoletana un linguaggio internazionale, unendo l’intensità del jazz e del funk americano con la ricchezza melodica e linguistica partenopea.

Innovatore del linguaggio musicale: Il suo sax anarchico ma elegante e la scelta di cantare in napoletano su ritmiche complesse e arrangiamenti sofisticati, ha aperto la strada a una nuova espressività e dignità per il dialetto nella musica “alta”.

Coerenza e Libertà: Senese è stato un simbolo di coerenza artistica, rifiutando compromessi e mode per seguire la sua “strada” e la sua continua “ricerca” musicale, come evidenziano le sue parole e quelle di amici come Avitabile. La sua musica è stata una forma di lotta contro i pregiudizi e una celebrazione della libertà.

Il suo sax, capace di soffiare dolore, forza, lotta e passione, si è spento. Ma l’eredità di James Senese, il musicista che ha portato Napoli a dialogare con il mondo del jazz e del funk, è immortale.

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