La notizia che Poste Italiane potrebbe rendere a pagamento lo SPID sta facendo rumore, e non è certo una sorpresa. “Dopo che già Aruba, Infocert e Register erano capitolati nei mesi scorsi, adesso anche Poste starebbe valutando una commissione annuale per i suoi utenti”, un’idea che non farà felici i 20 milioni di italiani che attualmente lo usano e che ora potrebbero essere costretti a pagare per avere accesso ai servizi digitali.
Lo SPID diventa a pagamento
Stando a quanto riportato dal Corriere delle Comunicazioni, il canone annuo potrebbe aggirarsi attorno ai 5 euro, una mossa che potrebbe introdurre un bel gruzzolo nelle casse di Poste, con oltre 100 milioni di euro di margine operativo in vista. “Non proprio noccioline.” E mentre gli altri gestori si sono già tirati su le maniche, il rischio che lo SPID gratuito venga messo in soffitta si fa sempre più concreto. Già Aruba ha iniziato a farsi pagare, e InfoCert e Register.it non sono certo da meno.
Le alternative allo SPID
Con il governo che punta tutto sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE) come futuro sistema di identità digitale, molte persone si stanno chiedendo se sia il momento di abbandonare il caro SPID. La CIE promette maggiore sicurezza e stabilità, ma “non tutti i servizi che oggi richiedono lo SPID supportano già la CIE.” Quindi, chi spera di sostituire lo SPID con la CIE potrebbe dover attendere un bel po’.
Un bel dilemma, o no?
Se Poste decidesse di applicare la tassa per lo SPID, ci troveremmo di fronte a una scelta amara: pagare i 5 euro o temere che la CIE non soddisfi tutte le nostre esigenze. “Un bel dilemma, o no?” Nel frattempo, la burocrazia continua a frenare, lasciando i cittadini in una situazione di incertezza.
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Commenti (1)
La notizia su SPID a pagamento è strana e fa pensare a come le istituzioni gestiscono i servizi. Molti di noi utilizzano questo servizio ogni giorno, e ora rischiamo di dover pagare. Spero che ci siano alternative valide.