Napoli – Il sottopasso di via Andrea d’Isernia, un luogo anonimo e di passaggio, torna a far parlare di sé. È qui, tra il cemento e l’ombra di un ponte, che ad agosto è stato consumato un delitto efferato.
E questa mattina i carabinieri sono tornati sul posto per un’operazione di bonifica e di ulteriore riscontro investigativo, a suggellare una vicenda che ha svelato l’esistenza ai margini della società.
La scoperta agghiacciante
Era tra il 24 e il 25 agosto quando l’odore acre e la presenza insolita sotto il cavalcavia hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti. L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto, i militari dell’Arma hanno rinvenuto il corpo senza vita di un uomo, poi identificato come un cinquantenne di origini nordafricane. La vittima, forse un clochard, giaceva inerme in quello che doveva essere il suo rifugio, trasformato in una trappola mortale.
L’indagine e la cattura del presunto assassino
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno preso una piega decisiva nel giro di una settimana. I carabinieri del reparto operativo, seguendo piste incrociate e testimonianze, sono risaliti a un 36enne moldavo, anch’egli probabilmente senza fissa dimora. L’uomo è stato fermato e tradotto in carcere, dove oggi deve rispondere dei gravissimi capi d’accusa di omicidio e tentata distruzione di cadavere.
Il movente: una lite per futili motivi
La ricostruzione degli investigatori dipinge un quadro tragico e assurdo. Il delitto, secondo quanto emerso, non sarebbe scaturito da una faida criminale o da calcoli premeditati, ma da una banale lite, un alterco nato per motivi futili tra due uomini accomunati da un destino di emarginazione. Un’esplosione di violenza inaudita in un contesto di profonda vulnerabilità, che ha portato il 36enne a colpire a morte il cinquantenne nel luogo che dividevano.
La scena del crimine oggi
La bonifica di questa mattina nel sottopasso rappresenta l’atto conclusivo, almeno dal punto di vista logistico, della tragedia. I militari hanno setacciato nuovamente l’area per accertarsi che non vi siano ulteriori elementi utili all’inchiesta. Quel tunnel, ora, non è più solo un luogo di transito, ma una pagina buia della cronaca cittadina, un monumento involontario a una vita spezzata per nulla.
Un fatto che va oltre il semplice episodio di cronaca nera e racconta, suo malgrado, la storia sommersa di chi vive nell’invisibilità, dove un litigio può avere, in un attimo, le conseguenze più estreme.
Napoli, fermato il minorenne incendiario per vendetta
I carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno eseguito nelle prime ore di oggi un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di un 17enne napoletano, gravemente indiziato di tentato incendio aggravato. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Napoli su richiesta della Procura minorile partenopea. Il tentato rogo del 12 gennaio Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe tentato di incendiare un’abitazione privata in via Carlo De Marco lo scorso 12 gennaio, utilizzando liquido infiammabile e fiammiferi. L’azione, ripresa da alcune telecamere di sorveglianza, ha consentito alla polizia giudiziaria di individuare e identificare il presunto autore. Le indagini e i riscontri tecnici Determinanti per l’attribuzione delle responsabilità sono risultate anche le testimonianze raccolte e le perquisizioni domiciliari delegate dall’autorità giudiziaria. Gli accertamenti tecnici effettuati sul luogo dell’episodio, svolti congiuntamente da carabinieri e vigili del fuoco, hanno inoltre attestato l’elevata capacità di propagazione dell’incendio e la conseguente pericolosità dell’atto. Il movente: una ritorsione per l’agguato ai “baretti” Dagli esiti investigativi emerge che il gesto potrebbe essere riconducibile a una ritorsione collegata al tentato omicidio di…
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Napoli - “Voglio esprimere, a nome mio e dell’intera Giunta regionale, la più profonda vicinanza alla famiglia del bambino ricoverato al Monaldi. S ono ore di grande apprensione e sofferenza”. Con queste parole il presidente della Campania, Roberto Fico, rompe il silenzio sul drammatico caso del piccolo paziente rimasto coinvolto in un trapianto di cuore finito male. Scatta l’ispezione Di fronte alla gravità di quanto accaduto, Fico ha deciso di virare sulla linea dura. “In considerazione dell’estrema gravità del quadro che è andato emergendo – spiega il governatore in una nota – ho disposto l’attivazione dei poteri ispettivi e conoscitivi previsti in capo alla Direzione generale per la tutela della Salute della Regione Campania”. L’appello alla trasparenza Il presidente campano non usa giri di parole: “È una vicenda gravissima e dolorosissima su cui andrà fatta piena luce. Occorre totale e assoluta chiarezza su ciò che è successo e accertare ogni responsabilità, con massima trasparenza e determinazione”. L’ispezione, voluta al massimo livello istituzionale, punta a ricostruire ogni passaggio della vicenda e a far luce sulle eventuali negligenze. Il caso, destinato a…
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Commenti (1)
E’ incredibbil che in un posto cosi anonimo possa succedere cose cosi orribili. La vita di queste persone, che vivono ai margini, è spesso ignorata e questo episodio lo dimostra chiaramente. Mi chiedo se ci saranno misure per prevenire simili violenze.