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Milano, il trapper Baby Gang arrestato in hotel: aveva una pistola clandestina

Altre due armi trovate in casa nel Lecchese

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Milano – Nuovi guai giudiziari per Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, 23 anni, uno dei trapper più discussi della scena italiana. L’artista è stato arrestato dai carabinieri di Lecco, con il supporto dei colleghi di Milano, dopo essere stato sorpreso in un albergo del capoluogo lombardo con una pistola con matricola abrasa.

L’arresto è avvenuto in flagranza di reato con l’accusa di detenzione di arma clandestina e ricettazione. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno portato i militari anche a Calolziocorte, nel Lecchese, dove Baby Gang ha una residenza. Durante la perquisizione, gli investigatori hanno rinvenuto altre due pistole nascoste in un vano. In casa era presente un uomo, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Le origini dell’inchiesta

L’indagine che ha portato al fermo del Trapper risale al gennaio 2024, quando un uomo era stato arrestato con droga e un fucile mitragliatore d’assalto AK47, di fabbricazione ex cecoslovacca, perfettamente funzionante e con relativo munizionamento. Gli accertamenti balistici e digitali avevano permesso ai carabinieri di collegare quell’arma alla presenza nei video musicali di Baby Gang e di Simba La Rue (vero nome Mohamed Lamine Saida, classe 2002), altro trapper di origini nordafricane, già arrestato e detenuto nell’ambito dello stesso procedimento.

Secondo gli investigatori, proprio le immagini delle clip diffuse online hanno offerto una pista decisiva per risalire alla provenienza e alla disponibilità delle armi.

Una carriera tra musica e tribunali

Baby Gang, originario di Lecco ma cresciuto artisticamente a Milano, è da anni uno dei protagonisti più controversi della trap italiana. Amato da una larga fetta di pubblico giovanile, ha spesso intrecciato il racconto della strada con episodi giudiziari reali: condanne per rapina, resistenza a pubblico ufficiale e risse gli hanno già procurato più volte guai con la giustizia.

Il suo stile, che mescola denuncia sociale e ostentazione di vita criminale, ha alimentato dibattiti e polemiche, rendendolo una figura divisiva nel panorama musicale e culturale italiano.

Le prossime mosse della magistratura

Ora il trapper dovrà rispondere davanti al giudice delle nuove accuse legate alle armi clandestine. Le indagini puntano a chiarire non solo la provenienza della pistola trovata in hotel e delle due rinvenute in casa, ma anche eventuali collegamenti con circuiti criminali più ampi.

Per Baby Gang si tratta dell’ennesimo capitolo giudiziario di una vita sospesa tra palco e cronaca nera.

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