

Angelo Vassallo
Napoli – La ferita è ancora aperta e la polemica si accende. La Fondazione Angelo Vassallo, guidata dai fratelli del sindaco pescatore ucciso a Pollica nel 2010, ha attaccato frontalmente la segreteria nazionale e regionale del Partito Democratico, accusandola di non essersi costituita parte civile nel processo sull’omicidio. Una decisione definita “vergognosa, grave e politicamente inaccettabile”.
Dario Vassallo, presidente della Fondazione, ha ricordato come Angelo, fino all’ultimo giorno, abbia incarnato i valori di legalità e trasparenza che il Pd afferma di voler difendere. “Dopo la sua morte – ha sottolineato – molte sedi del partito sono state intitolate a suo nome, ma i gesti simbolici non bastano: serviva un impegno concreto per cercare la verità e onorare davvero il suo sacrificio”.
Parole durissime anche dal vice presidente Massimo Vassallo, che parla di “ipocrisia politica” e di un “tradimento alla comunità”. Secondo lui, la mancata costituzione di parte civile non solo offende la memoria di Angelo, ma rappresenta l’ennesima distanza tra le dichiarazioni del partito e i fatti reali.
La Fondazione ha ribadito che la battaglia per la verità sull’omicidio di Vassallo non è solo un percorso giudiziario, ma una questione morale e culturale che riguarda l’intero Paese. “Non ci fermeremo – ha promesso Dario Vassallo – finché non sarà chiaro chi ha voluto la morte di mio fratello e finché non vedremo trionfare la giustizia. La memoria di Angelo non merita silenzi né omissioni, ma rispetto e coerenza”.