

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Una morte atroce che non può essere archiviata come semplice episodio di cronaca. A Giugliano, lo scorso agosto, un cane di tre anni è stato trovato morto, legato con una corda di novanta centimetri a una cyclette abbandonata sotto il sole cocente, senza acqua né riparo.
Accanto a lui un secondo animale, non legato, è stato salvato in extremis grazie all’intervento delle Guardie Zoofile dell’Oipa e della Polizia Municipale. La vicenda ha scosso l’opinione pubblica non solo per la brutalità dei fatti, ma anche per l’atteggiamento della proprietaria che, partita per le vacanze, non è rientrata neppure dopo la segnalazione della morte del cane, scegliendo invece di minacciare querele contro il deputato Francesco Emilio Borrelli, colpevole di aver denunciato l’accaduto.
«Difendere gli animali non è un’opzione, è un dovere morale e istituzionale» ha dichiarato Borrelli, annunciando un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute. Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra chiede al Governo una campagna nazionale strutturata contro l’abbandono e sul riconoscimento degli animali come esseri senzienti, con particolare attenzione al periodo estivo, quando i casi si moltiplicano. A luglio, secondo i dati diffusi, sono stati abbandonati 3.000 cani e 4.300 gatti.
La seconda richiesta riguarda l’aggiornamento del censimento dei cani ospitati nei canili comunali, oggi fermo e incompleto, che non permette di monitorare in maniera adeguata ingressi, adozioni e situazioni di emergenza. «Difendere chi non ha voce significa difendere la civiltà stessa» ha concluso Borrelli
, promettendo di continuare la sua battaglia in Parlamento e sul territorio affinché tragedie come quella di Giugliano non restino impunite e chi si macchia di crudeltà sugli animali sia chiamato a rispondere delle proprie azioni.