Napoli- Un ingente quantitativo di armi e munizioni è stato sequestrato in un blitz dei Falchi della Squadra Mobile alle Case Nuove, al centro di una sanguinosa faida tra clan rivali.
L’operazione, che si inserisce nel più ampio contesto del conflitto tra le nuove leve del clan Marigliano e la storica famiglia Contini, ha sottratto al mercato criminale un arsenale che, con ogni probabilità, sarebbe stato utilizzato nello scontro di camorra.
Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha infatti effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nei quartieri Vicaria e Sanità, finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dei fenomeni di devianza giovanile, nonché della circolazione di armi.
In particolare, i Falchi della Squadra Mobile, con l’ausilio di personale del Reparto Prevenzione Crimine Campania, durante le attività hanno effettuato numerosi controlli a persone e a veicoli.
Il blitz, finalizzato a contrastare la devianza giovanile e la circolazione di armi, ha portato a un sequestro che, per tipologia e occultamento, fa pensare a una precisa strategia criminale, probabilmente collegata alla sanguinosa faida tra le nuove leve del clan Marigliano e la storica famiglia Contini.
Un nascondiglio hi-tech
I “Falchi” della Squadra Mobile, coadiuvati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno concentrato le loro attività nel quartiere delle Case Nuove, noto teatro dello scontro tra i clan.
Durante un controllo, gli agenti hanno scoperto un nascondiglio singolare e ingegnoso: un vano portalettere dietro cui era celata una cassetta postale, dotata di un congegno elettronico a batterie. All’interno, era custodito un vero e proprio arsenale.
Sequestrate sei pistole e munizioni pronte all’uso
L’operazione ha permesso di recuperare ben sei pistole: cinque semiautomatiche e una a tamburo. Una delle armi aveva la matricola abrasa, rendendola irrintracciabile, mentre altre quattro sono risultate rubate. Oltre alle pistole, gli agenti hanno sequestrato anche munizioni di vario calibro, in parte già inserite nei caricatori delle armi, rendendole “pronte all’uso”.
Il ritrovamento di un tale arsenale suggerisce che le armi non fossero destinate a un semplice uso personale, ma fossero parte di una fornitura per il conflitto in atto. Il sequestro di questo arsenale rappresenta un duro colpo per i clan coinvolti, che vedono così interrotto il flusso di armi necessarie per mantenere la propria egemonia.
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Commenti (1)
L’operazion dei Falchi sembra una cosa veramente seria, ma non so se basta per fermare la violenza tra i clan. È importate che la polizia continui a controllare, altrimenti il problema non si risolve mai.