nella foto khalifa
Mattinata di tensione e rabbia a Napoli, in via Riviera di Chiaia, dove si è svolta una manifestazione organizzata dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, con la collaborazione di Roberto Russo dell’associazione Cellule di Bonifica Sociale. I
n piazza, decine di cittadini che si dichiarano vittime delle truffe orchestrate da Samer Khalifa, il titolare dell’agenzia di viaggi ribattezzato sui social come il “truffatore seriale di Ferragosto”.
I manifestanti hanno chiesto a gran voce giustizia e la restituzione delle somme versate per pacchetti vacanza mai usufruiti. Molti di loro raccontano di aver perso non solo denaro, ma anche la possibilità di trascorrere le ferie già programmate da mesi.
Poche ore prima della protesta, Khalifa ha pubblicato un video sui social con cui ha tentato di giustificarsi. Ha sostenuto che i soldi dei rimborsi non sarebbero più nella sua disponibilità perché una donna – presentata come una presunta conoscente “invaghita di lui” – gli avrebbe chiesto cifre esorbitanti a titolo di rimborso per investimenti nella sua attività.
Un racconto che ha suscitato indignazione tra le vittime e che è stato subito smentito dalla stessa donna chiamata in causa, Carmela, presente stamattina in via Riviera di Chiaia. “Nulla di quello che dice è vero – ha spiegato – sono solo bugie per screditarmi e distogliere l’attenzione dalle responsabilità reali”.
Durissimo l’intervento del deputato Borrelli, che ha raccolto la voce dei manifestanti: “Ancora una volta Khalifa si nasconde dietro allo schermo di un cellulare, inventa storie surreali e scarica responsabilità sugli altri, senza avere il coraggio di presentarsi di fronte alle persone che ha truffato.
Dice di volerle rimborsare, ma dubitiamo fortemente che sia vero. Le sue parole dimostrano soltanto la volontà di prendere ancora tempo, mentre decine di famiglie hanno perso i risparmi di mesi e si sono viste rovinare le vacanze. È evidente che questo soggetto debba essere rintracciato al più presto dalle autorità e chiamato a rispondere delle sue azioni. Non basta un video sui social per lavarsi la coscienza: Khalifa deve restituire i soldi e soprattutto pagare davanti alla giustizia”.
Intanto le segnalazioni contro Khalifa si moltiplicano, e diverse famiglie hanno già presentato denuncia alle forze dell’ordine. La manifestazione di oggi ha voluto lanciare un messaggio chiaro: non solo un grido di rabbia per i raggiri subiti, ma anche un appello alle autorità perché venga fatta piena luce sulla vicenda e le vittime ottengano quanto dovuto.
Il caso dell’“agenzia fantasma” continua così a scuotere la città, tra accuse incrociate e un senso di frustrazione crescente tra chi, affidandosi a Khalifa, ha visto svanire nel nulla i propri risparmi e le vacanze tanto attese.
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