Eboli -Ancora sangue, ancora dolore. Oggi, in provincia di Salerno, due nuovi casi si aggiungono a una lista già troppo lunga.
A Eboli, un operaio di 39 anni è in prognosi riservata dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale. Stava installando pannelli fotovoltaici quando, per cause ancora da chiarire, è crollato nel vuoto.
L’incidente: fratture e organi lesionati
L’impatto è stato devastante. L’uomo ha riportato fratture multiple al bacino, oltre a gravi lesioni a milza, vescica e polmoni. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Eboli, è stato operato in extremi e poi trasferito al Cardarelli di Napoli, dove i medici lottano per salvargli la vita.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i tecnici dello Spisal (Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro), che stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza. Intanto, il capannone è stato sequestrato, mentre si cerca di capire se fossero presenti sistemi anticaduta o se qualcosa sia stato sottovalutato.
Emergenza sicurezza: basta parole, servono fatti
Quello di Eboli non è un caso isolato. È l’ennesimo dramma in una stagione segnata da morti e feriti sul lavoro. Dichiarazioni di facciata non bastano più – servono controlli seri, formazione obbligatoria e sanzioni severe per chi ignora le norme.
Le statistiche parlano chiaro: in Italia, gli incidenti sul lavoro sono una piaga quotidiana. Eppure, troppo spesso, si interviene solo dopo che il peggio è già accaduto.
La domanda è sempre la stessa: quanti altri operai devono cadere prima che la sicurezza diventi una priorità?
Fonte Verificata







































Commenti (1)
E’ veramente triste sentire di questi incidenti. La sicurezza sul lavoro dovrebbe essere al primo posto e non si capisce perche ci siano ancora tali tragedie. Speriamo che le autorità intervengano prima che sia troppo tardi per altri lavoratori.