Cronaca Salerno

Stupefacenti dal Sud America al porto di Salerno: otto condanne

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Napoli – Otto condanne, alcune molto pesanti, al termine del processo nato dall’inchiesta “Drugstore”, che ha ricostruito un vasto traffico internazionale di droga dal Sud America verso l’Italia, con il porto di Salerno trasformato in snodo logistico per cocaina e marijuana dirette alle piazze di spaccio del Salernitano.

Tra i condannati anche esponenti di spicco della ‘ndrangheta reggina e complici di origine napoletana. Il procedimento, celebrato con rito abbreviato, si è concluso con pene che vanno dai 5 ai 14 anni di reclusione.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Salerno (pm Valente), avevano portato nel 2024 all’emissione di 15 misure cautelari, tra cui 11 arresti in carcere, 3 domiciliari e un obbligo di dimora, nei confronti di persone accusate di far parte di un’associazione criminale transnazionale dedita al narcotraffico.

Secondo l’accusa, il capo dell’organizzazione operava orchestrando l’arrivo degli stupefacenti via mare, con l’appoggio logistico e operativo delle cosche calabresi e di referenti campani.

Le condanne

Franco Volpe: 14 anni di reclusione

Giuseppe Carraturo: 11 anni

Nicola Alvaro: 10 anni e 8 mesi

Francesco Alvaro: 10 anni e 8 mesi

Fortunato Marafioti: 10 anni e 8 mesi

Carmine Ferrara: 9 anni e 4 mesi

Salvatore Rocco: 7 anni e 4 mesi (difeso dagli avvocati Antonio Bucci e Luca Cianferoni)

Enrico D’Ambrosio: 5 anni e 4 mesi


Fonte Verificata
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

Pubblicato da
A. Carlino