MILANO – La maglia è cambiata, ma la fame è la stessa. Luka Modric ha lasciato il Real Madrid dopo dodici stagioni leggendarie per accettare una nuova sfida: il Milan. A quasi quarant’anni, il fuoriclasse croato ha scelto di non accontentarsi di un addio dorato al calcio europeo, ma di rilanciarsi là dove il sogno era nato. “Da piccolo tifavo Milan, per me era la squadra del cuore. Guardavo Boban e sognavo”, ha raccontato nella sua prima intervista da rossonero.
Modric non è arrivato a Milano per nostalgia. È qui per vincere. Lo ha detto chiaro, con quella sobrietà tipica di chi sa cosa vuole: “Il Milan è un club che deve puntare sempre in alto. Vincere titoli, competere con i migliori. Non può accontentarsi della mediocrità”. Parole che suonano come un manifesto programmatico, dettate dalla passione e da un rispetto profondo per la maglia rossonera.
A convincerlo, più di ogni altra cosa, è stato il direttore sportivo Igli Tare, che si è presentato di persona in Croazia per illustrargli il progetto. “Quel gesto ha significato tanto. Mi ha fatto capire quanto credesse davvero in me”, ha spiegato Modric. Il resto lo ha fatto il suo amore per il calcio, ancora vivo e bruciante: “Ho ancora questo fuoco dentro. È la passione che mi muove. Voglio lavorare, aiutare i compagni e guadagnarmi ogni minuto in campo”.
Il Milan lo ha accolto con rispetto e attesa. Modric porterà con sé non solo un curriculum irripetibile, ma un carico di mentalità vincente che a Milanello mancava da tempo. Sarà guida, esempio e punto di riferimento in una squadra giovane che vuole tornare a lottare in Europa. E i tifosi, già pronti a sognare, sanno bene che quando un campione sceglie con il cuore, il futuro può diventare leggenda.
Articolo pubblicato da Vincenzo Scarpa il giorno 16 Luglio 2025 - 16:04
Commenti (1)
Modric ha fatto una sceltà interesante per il Milan, anche se ha già una carriera lunga. Speriamo che possa aiutare la squadra a vincere di nuovo. La sua esperienzia sarà utile, ma ci vuole tempo per adattarsi.