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Corse clandestine tra auto: denunciati due 18enni a Cicciano, video su Tik Tok

Il fenomeno delle gare notturne illegali dilaga nelle periferie e in provincia, con giovani che imitano le scene da film rischiando la vita

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Cicciano– Rombi assordanti, stridii di gomme e urla nella quiete della notte: è l’allarme che da mesi preoccupa i residenti delle periferie e della provincia di Napoli, dove il fenomeno delle corse clandestine tra auto è sempre più diffuso tra i giovani.

L’ultimo episodio, segnalato dai cittadini ai Carabinieri di Cicciano, ha portato alla denuncia di due ragazzi di 18 anni, incensurati, protagonisti di una gara illecita in Via Alveo Avella.

Non solo il disturbo della quiete pubblica, ma anche il grave pericolo per l’incolumità pubblica: queste competizioni illegali, spesso immortalate in video finiti sui social media, richiamano l’adrenalina di scene cinematografiche alla “Fast & Furious”. Tuttavia, la realtà è ben lontana dalle finzioni hollywoodiane e le conseguenze possono essere drammatiche.

La notte del 2 luglio: il caso di Cicciano

Nel cuore della notte dello scorso 2 luglio, la Via Alveo Avella a Cicciano è stata trasformata in una pista improvvisata. Le indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Cicciano hanno permesso di accertare che due giovani, entrambi diciottenni, si erano sfidati in una corsa a bordo delle rispettive auto.

L’operazione dei militari ha portato alla denuncia dei due “piloti” per la partecipazione a competizioni non autorizzate. Parallelamente, le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti per verificare l’esistenza di eventuali altre corse illegali nella zona e nel circondario, segno di un fenomeno che sembra assumere dimensioni preoccupanti.

Un pericolo diffuso tra i giovani

Le corse clandestine rappresentano un rischio enorme non solo per i partecipanti, ma anche per ignari pedoni e automobilisti. La velocità eccessiva, la mancanza di sicurezza e l’assenza di controlli rendono queste “sfide” veri e propri atti criminali che mettono a repentaglio vite umane.

Il fascino dell’adrenalina e l’emulazione di modelli mediatici spingono molti giovani a ignorare le conseguenze, alimentando un fenomeno che richiede maggiore prevenzione e repressione.

Le autorità invitano i cittadini a continuare a segnalare prontamente ogni attività sospetta, sottolineando l’importanza della collaborazione per contrastare questo pericoloso trend e garantire maggiore sicurezza sulle strade.

Cosa ritieni che le istituzioni e le comunità possano fare per affrontare efficacemente il problema delle corse clandestine e sensibilizzare i giovani sui rischi?

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Casamarciano, 18,500 euro al clan Russo per un pacchetto di voti. Indagato anche il sindaco di Cicciano

di Giuseppe Del Gaudio 17 Novembre 2025 - 20:30 20:30

Diciottomila e cinquecento euro. Tanto sarebbe costato, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il pacchetto di voti promesso dal clan Russo ad Andrea Manzi, allora candidato sindaco a Casamarciano alle amministrative di giugno 2023. Manzi, 65 anni, oggi consigliere comunale di opposizione, si presentava con la lista Casamarciano libera e giusta e ha chiuso la corsa al municipio al terzo posto, con il 28,1% dei consensi, alle spalle del sindaco poi eletto, Clemente Primiano, e di Carmela De Stefano. L’ipotesi degli inquirenti è che Manzi avrebbe accettato la promessa di procurare voti formulata da Sebastiano De Capua, ritenuto appartenente al clan Russo e raggiunto oggi da misura cautelare in carcere. In cambio, sempre secondo l’accusa, ci sarebbe stata la disponibilità a versare 18.500 euro e a “mettere a disposizione” la futura amministrazione per soddisfare interessi ed esigenze del gruppo criminale qualora fosse stato eletto. Questo segmento dell’indagine si inserisce nel quadro più ampio dell’operazione che, all’alba, ha portato all’esecuzione di 44 misure cautelari – 34 in carcere e 10 ai domiciliari – a carico di esponenti e fiancheggiatori dei clan Russo e Licciardi, storicamente radicati nell’area del Nolano e nell’hinterland napoletano. Il blitz è stato condotto dai Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, con il supporto di circa 250 militari, sotto il coordinamento della Dda partenopea.

Nonostante il quadro ricostruito dagli investigatori, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Isabella Iselli, ha respinto la richiesta di applicare una misura cautelare nei confronti di Manzi. A chiederla erano stati i pubblici ministeri Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano, titolari del fascicolo sul presunto condizionamento del voto a Casamarciano da parte del clan Russo. La decisione del gip esclude, al momento, restrizioni alla libertà personale del consigliere di opposizione, che resta indagato e dovrà difendersi nel prosieguo del procedimento. L’ordinanza, firmata da Iselli, è la stessa con cui sono state disposte le decine di arresti eseguiti oggi e rappresenta uno dei primi snodi giudiziari di un’inchiesta destinata ad avere riflessi politici nei comuni coinvolti.

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Commenti (2)

E’ un problema serio che deve esse affrontato. Le corse clandestine sono pericolose e non solo per chi partecipa ma anche per chi sta in strada. Serve più controlli e educazione per i giovani su questi rischi.

Concordo con quello che dici, ma penso anche che ci vogliono più iniziative dai comuni per sensibilizzare i ragazzi. Le campagne informative potrebbero aiutare a far capire le conseguenze di queste corse.

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