Nella foto l'ingresso del carcere di Santa Maria Capua Vetere
Santa Maria Capua Vetere – Ha danneggiato la rete di recinzione del carcere ed è riuscito a penetrare in una zona vietata della struttura penitenziaria per tentare di introdurre telefoni cellulari destinati ai detenuti.
È accaduto nella notte tra domenica e lunedì nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, già al centro di gravi criticità in passato. L’uomo è stato fermato dopo pochi metri grazie all’intervento della polizia penitenziaria, ma l’episodio riaccende l’attenzione sulla debolezza dei sistemi di controllo e sorveglianza all’interno del carcere.
Non è il primo caso: solo pochi giorni prima, il 30 giugno e il 2 luglio, gli agenti avevano già sventato altre azioni illecite, con il sequestro di cellulari, sostanze stupefacenti e materiale vietato, anche grazie alla collaborazione con la Procura della Repubblica.
Questi episodi, ravvicinati nel tempo, evidenziano un sistema di sicurezza sotto pressione, spesso costretto a rincorrere emergenze continue, nonostante l’impegno e la professionalità degli agenti in servizio.
L’introduzione di dispositivi tecnologici e droga in carcere rappresenta una falla strutturale, aggravata dalla carenza di organico, da tecnologie obsolete e da una sorveglianza esterna sempre più difficile da garantire.
Ancora una volta, l’istituto penitenziario sammaritano – già noto per le inchieste su maltrattamenti ai danni di detenuti – si ritrova al centro di un episodio che interroga le istituzioni sulle condizioni di sicurezza e sul reale controllo degli accessi, dentro e fuori la cinta muraria.