Torre Annunziata – È scattata alle prime luci dell’alba una vasta operazione dei carabinieri nel cuore del cosiddetto “quadrilatero delle carceri”, roccaforte del clan Gionta, da decenni attivo a Torre Annunziata.
Un duro colpo inferto a una delle organizzazioni camorristiche più radicate e violente del Vesuviano, al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Il blitz, ancora in corso, è stato eseguito dai militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori. Sono 17 le misure cautelari emesse dal gip su richiesta della Procura partenopea: tutti arresti in carcere, destinati a presunti affiliati del clan Gionta.
Tra gli arrestati figura anche Gemma Donnarumma, moglie dello storico capoclan ergastolano Valentino Gionta, tornata in libertà nel maggio del 2022.
Secondo gli inquirenti, gli indagati sarebbero coinvolti in reati di associazione mafiosa ed estorsione, con l’aggravante del metodo camorristico. Le attività criminali si sarebbero concentrate nel controllo del territorio, nell’imposizione del pizzo e in una rete di intimidazioni che da anni soffoca l’economia locale, in particolare nell’area di Palazzo Fienga, simbolo storico del potere del clan.
Sono stati impiegati oltre 50 carabinieri per eseguire le ordinanze e garantire il ripristino della legalità in un’area tradizionalmente ad alta densità criminale.
L’operazione rappresenta un nuovo passo avanti nella strategia di disarticolazione delle storiche famiglie di camorra dell’area oplontina, già più volte colpite negli ultimi anni ma ancora in grado – secondo gli investigatori – di rigenerarsi attraverso le parentele interne e la rete di fiancheggiatori sul territorio.
Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabili e mappare con maggiore dettaglio la riorganizzazione della cosca.
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