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Suicidio in carcere a Santa Maria Capua Vetere, Ciambriello: “Politica e amministrazione devono fare di più”

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Un nuovo dramma scuote il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove oggi un detenuto di 31 anni, Toci L., si è tolto la vita. Sale così a 36 il numero di suicidi registrati nelle carceri italiane dall’inizio del 2025, a cui si aggiungono 78 decessi per cause ancora da accertare.

In Campania, i suicidi sono 5: due a Poggioreale, uno a Secondigliano, uno a Santa Maria Capua Vetere e uno nella Rems di San Nicola Baronia (Avellino).

A denunciare la gravità della situazione è Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti, che in una nota ha puntato il dito contro il sovraffollamento e le condizioni estreme negli istituti penitenziari.

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“Questa calda estate rende la vita in carcere impossibile – ha dichiarato –. Morire di carcere non è un destino, ma una responsabilità che interpella tutti: società civile, politica, amministrazione penitenziaria, terzo settore e volontariato”.

Ciambriello ha criticato l’inerzia delle istituzioni: “La politica e l’amministrazione penitenziaria non si interrogano mai sul perché di queste tragedie. Ci colpiscono nell’immediato, ma poi si torna all’indifferenza.

Dobbiamo fare di più”. Il garante ha ribadito l’urgenza di interventi concreti per affrontare il dramma dei suicidi e migliorare le condizioni di detenzione, chiamando in causa un impegno collettivo per prevenire ulteriori perdite.

Articolo pubblicato il 11 Giugno 2025 - 20:16 - A. Carlino

Commenti (1)

E’ una situazion che fa riflettere e penso che sia importante parlarne di piu. I suicidi nei carceri sono un problema serio e la societa deve prendersi le sue responsabilita. Bisogna agire per migliorare le condizion, non possiamo rimanere indifferenti.

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