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Jabil Marcianise: quasi nessuna dimissione, lavoratori verso il passaggio a TMA

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Marcianise – Quasi un plebiscito. Dei 406 dipendenti dello stabilimento Jabil di Marcianise, solo uno ha deciso di accettare l’ultimatum con cui la multinazionale statunitense imponeva ai lavoratori di scegliere tra dimissioni incentivate (con indennizzi fino a 30mila euro lordi) o il passaggio automatico a TMA, la nuova società costituita da TME (Portico di Caserta) e Invitalia.

La quasi totalità dei lavoratori ha respinto l’aut-aut, confermando la volontà di non accettare il trasferimento a TMA, un’operazione che considerano svantaggiosa. L’unico dipendente dimissionario aveva già annunciato la scelta giorni fa, avendo vinto un concorso pubblico.

I dipendenti chiedono che Jabil rimanga a Marcianise o che venga trovato un acquirente diverso da TME, società guidata da un ex manager Jabil e vista con diffidenza.

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"Altrove, come a Trieste con l’AdriaTronics, si cercano soluzioni serie – ha detto un operaio – mentre a noi viene imposta TME senza ascoltarci".

Jabil ha già avviato le procedure per cedere lo stabilimento a TMA entro il 1° giugno, ma i lavoratori sperano in un intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per trovare un’alternativa. Intanto, chi rifiuta il passaggio potrà contestarlo legalmente.

Con il mancato successo dell’ultimatum, la partita si sposta sul piano giuridico e politico. I dipendenti, uniti, continueranno a battersi per evitare quello che considerano un downgrade occupazionale, mentre TMA si prepara a subentrare nella gestione dello storico sito produttivo.

Articolo pubblicato il 6 Maggio 2025 - 20:06 - A. Carlino

Commenti (1)

E’ sorprendente che solo uno dei 406 dipendenti ha accettato l’ultimatum. Questo fa riflettere su come i lavoratori sono veramente insoddisfatti delle proposte fatte da Jabil. Speriamo che ci siano alternative migliori per tutti.

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