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Pezzoto, La GdF utilizza siti esca per identificare gli utenti che visualizzano illegalmente le partite

L’uso del "pezzotto", un dispositivo impiegato illegalmente per accedere a contenuti piratati a tariffe vantaggiose, ha scatenato una crescente reazione da parte delle autorità italiane.
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L’uso del “pezzotto”, un dispositivo impiegato illegalmente per accedere a contenuti piratati a tariffe vantaggiose, ha scatenato una crescente reazione da parte delle autorità italiane. La Guardia di Finanza ha adottato una strategia mirata a identificare gli utenti che accedono in maniera non autorizzata a partite di Serie A, film e programmi televisivi. Attraverso l’utilizzo di siti esca che somigliano ai portali illegali, gli investigatori raccolgono dati personali come nomi, cognomi e informazioni sulle carte di credito.

Il “phishing buono” della Guardia di Finanza

La strategia della Guardia di Finanza non si limita a identificare i colpevoli, ma è anche un mezzo per raccogliere prove sugli illeciti. I siti creati per l’operazione sono una sorta di “phishing buono”, utilizzati per ottenere dati degli utenti di contenuti pirata a scopi investigativi. Allo stato attuale, gli inquirenti stanno raccogliendo centinaia di nomi di italiani che hanno tentato di accedere illegalmente a contenuti senza sottoscrivere abbonamenti.

Cloudflare nell’occhio del ciclone

Contemporaneamente, l’attenzione si è concentrata su fornitori di servizi tecnologici come Cloudflare, accusati di facilitare la pirateria. Secondo una sentenza del Tribunale civile di Milano, Cloudflare dovrà interrompere la vendita di servizi a soggetti coinvolti nella pirateria e rendere noti gli indirizzi IP reali degli utenti che hanno abusato dei suoi strumenti per accedere a contenuti illegali. Questa iniziativa si inquadra in una linea più severa contro la pirateria, con l’obiettivo di infliggere multe mensili a un grande numero di utenti per scoraggiare comportamenti illeciti.

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L’indagine, avviata circa un anno fa e sviluppata anche sulla scia della precedente operazione “Taken Down” del 2024, ha permesso di smantellare un’infrastruttura informatica complessa, utilizzata per la distribuzione di contenuti IPTV illegali. Server localizzati tra Europa orientale, Asia e Americhe archiviavano e trasmettevano palinsesti on demand e live di Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime, Netflix, Paramount e Disney+, rivenduti a prezzi bassi tramite pagamenti in criptovalute.

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Commenti (1)

Ho lettto l’articolo e trovo che sia interessante ma anche un po’ preoccupante perche la situazione della pirateria in Italia è davvero seria. Spero che le autorità riescano a trovare una soluzione efficace senza invadere la privacy delle persone.

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