Arte e Musei

Nino D’Angelo, una leggenda di Napoli celebrata dall’arte del pittore Fernando Mangone al Palasele di Eboli

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Due straordinarie tele del pittore Fernando Mangone sono state donate al cantautore Nino D’Angelo in occasione del suo concerto-evento al Palasele di Eboli. Nicola Arpaia, Vicepresidente della Fondazione Arte Mangone, ha consegnato le opere che celebrano i legami di D’Angelo con la città di Napoli.

Un Tributo Artistico

Le tele di Mangone immortalano D’Angelo in istanti significativi: in compagnia di Diego Armando Maradona e nello Stadio a lui dedicato. Queste opere sono simboli della connessione tra arte e calcio, elementi fondamentali nella cultura napoletana. Arpaia sottolinea come Nino D’Angelo rappresenti l’autenticità e la forza delle radici, incarnando il sogno di chi parte dalla periferia per conquistare il mondo.

L’Arte come Strumento di Emancipazione

Fernando Mangone, nel descrivere le sue creazioni, ha messo in luce l’importanza della figura di Nino D’Angelo nella musica e nell’arte. Nino è celebrato per la sua capacità di dare voce a generazioni diverse e di trasformare la musica in un motore di speranza e cambiamento. Il legame con Napoli e il suo popolo è evidenziato negli inni calcistici che hanno unito le tifoserie. Il tutto avviene nell’atmosfera carica di emozioni del Palasele, dove il pubblico ha riempito la sala per due sere consecutive. Con oltre 40 anni di carriera, Nino D’Angelo si conferma come una figura centrale nel panorama musicale italiano, capace di ispirare e commuovere attraverso le sue canzoni. Il concerto stesso diventa una celebrazione della sua lunga carriera e un tributo al suo legame indelebile con la città partenopea.


Fonte Verificata
Gustavo Gentile

Esperto in diritto Diplomatico e Internazionale. Lavora da oltre 30 anni nel mondo dell’editoria e della comunicazione. E' stato rappresentante degli editori locali in F.I.E.G., Amministratore di Canale 10 e Direttore Generale della Società Centro Stampa s.r.l. Attento conoscitore della realtà Casertana.

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Gustavo Gentile