L’Italia è stretta nella morsa di una siccità senza precedenti. Le temperature record e l’assenza prolungata di piogge hanno prosciugato fiumi, laghi e falde acquifere, mettendo in ginocchio, soprattutto, il Centro-Sud. Campi inariditi, invasi prosciugati e restrizioni idriche sono ormai all’ordine del giorno.
La Puglia è in stato di emergenza: i coltivatori sono disperati di fronte al drastico calo delle riserve idriche. In Sicilia, la situazione è critica, con molti invasi completamente a secco.
Anche in Campania e nelle Marche si registrano gravi carenze idriche, costringendo i cittadini a fare i conti con interruzioni dell’erogazione e restrizioni d’uso.
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Il Sud soffre la sete
Mentre il Sud soffre la sete, il Nord Italia gode di un’abbondanza d’acqua, con laghi e fiumi al di sopra delle medie stagionali. Questa disparità ha evidenziato la fragilità del sistema idrico nazionale e l’urgente necessità di interventi strutturali.
Il governo ha annunciato un piano di investimenti per migliorare le infrastrutture idriche, ma gli esperti avvertono che non basta. Sono necessarie misure a lungo termine per affrontare i cambiamenti climatici e garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche.
La siccità in Italia è un campanello d’allarme che ci invita a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente. È fondamentale ridurre gli sprechi, promuovere l’agricoltura sostenibile e investire in tecnologie innovative per la depurazione e il riutilizzo delle acque.
REDAZIONE






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