Un video choc mostra un camionista che a Ventimiglia colpisce con una cinghia alcuni migranti che si erano nascosti sul suo tir. L
‘episodio è avvenuto lunedì 15 luglio all’autoporto della città ligure e ha visto come protagonista un uomo che, secondo le ricostruzioni, ha usato come arma una cinghia da carico per colpire una decina di ragazze e ragazzi provenienti dall’Eritrea.
Le immagini, diffuse sui social, hanno suscitato indignazione e rabbia. Il video mostra il camionista che urla contro i migranti e li colpisce con la cinghia alla schiena mentre scendono dal tir. Alcune delle persone aggredite urlano e piangono mentre cercano di difendersi.
Secondo quanto riportato dal Secolo XIX, i migranti erano stati accolti la sera prima dalla Caritas e avevano trascorso la notte nel “punto di accoglienza diffusa” di Ventimiglia. Dopo l’aggressione, sarebbero tornati alla Caritas per denunciare l’accaduto.
Sull’episodio sono in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine. Al momento non si conoscono le identità delle persone coinvolte né i motivi dell’aggressione.
(Attenzione: il video contiene immagini violente)
L’episodio di Ventimiglia è solo l’ultimo di una serie di violenze e soprusi a cui vengono sottoposti i migranti in Italia.
È necessario che le autorità competenti facciano luce su quanto accaduto e che puniscano i responsabili. È inaccettabile che nel nostro Paese si verifichino aggressioni di questo tipo, che rappresentano una vergogna per la civiltà.
Oltre alla condanna dell’aggressione, è importante sottolineare le condizioni di estrema precarietà in cui si trovano i migranti a Ventimiglia.
L’unico centro di accoglienza presente in città, Campo Roja, è stato chiuso, lasciando i migranti senza un luogo sicuro dove stare e senza accesso a servizi essenziali come l’assistenza medica e legale. È necessario che le istituzioni si attivino per garantire ai migranti accoglienza dignitosa e sicurezza.
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