La finale di Coppa Italia Frecciarossa, che vedrà sfidarsi Atalanta e Juventus, si preannuncia non solo come un momento di grande spettacolo calcistico, ma anche come un’opportunità per promuovere l’inclusività e l’accessibilità nello sport. Grazie all’impegno della UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), sezione Roma, alcuni tifosi ciechi, ipovedenti e pluridisabili visivi avranno la possibilità di vivere l’emozione della partita direttamente allo stadio Olimpico di Roma.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione e abbattimento delle barriere tra le persone. La Lega Serie A ha deciso di sostenere questa causa, adottando il sistema integrato di audiodescrizione “Connect Me Too”. Questo servizio, sviluppato da CMT Translations, utilizza la rete 4G (o 5G) per fornire una descrizione dettagliata e coinvolgente dell’evento sportivo a chiunque ne abbia bisogno.
“Connect Me Too” permette agli ascoltatori di vivere l’esperienza della partita in modo completo, descrivendo non solo ciò che accade sul campo, ma anche nei dintorni, dalle tribune alle panchine, creando un coinvolgimento totale. Basta un semplice smartphone e delle cuffie per accedere a questo servizio, che rappresenta un importante passo avanti nella promozione dell’inclusività nello sport.
Tony D’Angelo, direttore commerciale di CMT Translations, commenta: “Ancora una volta il mondo del Calcio dimostra una spiccata sensibilità verso l’importante tematica della disabilità visiva. Concetti come partecipazione e inclusione si stanno affermando sempre più. Il coinvolgimento della Lega Serie A fa assolutamente bene al progetto”.
Il sistema di audiodescrizione inclusiva “Connect Me Too” ha già ricevuto l’approvazione e l’utilizzo da parte di diversi club di Serie A e B, oltre che dalla nazionale azzurra di calcio e da squadre di basket, confermando il suo impatto positivo e la sua efficacia nell’abbattere le barriere per le persone con disabilità visiva.
Uno sfogo a caldo, catturato dalle telecamere, rischia ora di trasformarsi in un caso disciplinare. Antonio Conte è finito nel mirino della Procura federale dopo un insulto rivolto all’arbitro Manganiello durante la sfida di Coppa Italia tra Napoli e Como. L’episodio è legato alla mancata espulsione del difensore Ramon, graziato dal secondo cartellino giallo in una fase concitata del match.
Dalle immagini si vede chiaramente l’allenatore azzurro protestare con veemenza dalla panchina e pronunciare una frase inequivocabile: «Almeno vallo a vedere, testa di c…». Parole che non sarebbero state percepite né dal direttore di gara, distante dall’area tecnica, né dal quarto uomo, ma che sono state registrate dall’audio ambientale della produzione televisiva. Il filmato ha iniziato rapidamente a circolare online, fino ad arrivare sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè.
Antonio Conte mastica amaro, ma sceglie la strada dell’orgoglio e della franchezza dopo l’eliminazione del Napoli dalla Coppa Italia per mano del Como ai calci di rigore. Il tecnico azzurro parte dalla prestazione dei suoi, messi a dura prova da una situazione che definisce senza giri di parole complicata. «Onore ai ragazzi, perché non era assolutamente una partita semplice. Affrontavamo un Como in totale organico e che veniva da dieci giorni di pausa. Noi, invece, abbiamo giocato una gara dispendiosa contro il Genoa. Anche oggi eravamo senza un’altra pedina come McTominay. Stiamo andando oltre le nostre potenzialità attuali».
Conte non si nasconde dietro un dito e torna anche sul tema arbitrale, pur provando a non trasformarlo nell’alibi principale. «Non voglio parlare sempre di arbitri. Ogni partita c’è sempre qualcosa o qualcuno che si lamenta. Sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Spero si possa migliorare la situazione: alla fine, sono tutte le squadre a lamentarsi. Così come miglioriamo noi le nostre squadre, penso che anche Rocchi debba migliorare i suoi arbitri e il Var». Parole che fotografano un malcontento diffuso, non solo in casa azzurra.
Sergi Roberto, uno degli uomini d’esperienza dello spogliatoio lariano, non nasconde l’orgoglio per la qualificazione in semifinale di Coppa Italia arrivata al termine di una lunghissima serie di rigori contro il Napoli. «Sono molto orgoglioso per il traguardo raggiunto. Come squadra siamo molto uniti e stiamo lavorando tantissimo. Sono fiero di far parte di questa famiglia», ha raccontato il centrocampista, sottolineando lo spirito che tiene insieme un gruppo giovane ma ambizioso.
L’ex Barcellona ha poi acceso i riflettori sull’aspetto emotivo della serata. «Oggi c’erano tanti giovani che si sono ritrovati per la prima volta a giocare un quarto di finale di una Coppa. Io stesso ero nervosissimo», ha ammesso, dando la misura della tensione vissuta in campo prima e durante la lotteria dal dischetto. Una tensione trasformata però in energia positiva, capace di spingere il Como oltre l’ostacolo di uno stadio caldissimo e di un avversario di altissimo livello.
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