I resti umani carbonizzati rinvenuti nel giardino della villetta di Altavilla Milicia sono stati identificati come quelli di Antonella Salamone, la moglie di Giovanni Barreca, reo confesso del suo omicidio e di quelli dei due figli, Kevin di 16 anni ed Emanuel di 5.
I resti erano stati trovati sotto un cumulo di terra, insieme a quelli di alcuni animali. I rilievi sono affidati ai Ris di Messina.
Pascale Ballof, vicina di casa della famiglia Barreca, ha raccontato di aver trovato la porta della sua villetta forzata dopo la tragedia. I carabinieri, intervenuti la notte precedente a causa di lamenti provenienti dall’abitazione, avevano scambiato i miagolii di una gatta in calore per le urla di una persona in pericolo. La donna ha protestato per i danni subiti alla sua casa durante l’irruzione, ricevendo la promessa di una riparazione.
Amico di Barreca: “Mai saputo di violenze”
Un commerciante di Altavilla Milicia, conoscente di Giovanni Barreca, ha descritto l’uomo come un lavoratore tranquillo e religioso, noto in paese per la sua indole pacata. Ha espresso incredulità di fronte alla tragedia e ha sottolineato come nessuno sospettasse che Barreca potesse commettere un simile atto. Ha inoltre criticato le persone che affermano di aver assistito a violenze in famiglia senza mai denunciarle.
La comunità di Altavilla Milicia è sconvolta dalla tragedia. La ricostruzione dei fatti e le eventuali responsabilità di altri individui sono oggetto di indagine. La morte di Antonella Salamone e dei suoi due figli lascia un dolore immenso e un’inquietudine profonda.
Addio ad Anna Falcone, la sorella maggiore del giudice ucciso a Capaci
Palermo – Si è spenta a Palermo Anna Falcone, sorella maggiore del magistrato Giovanni Falcone, il giudice assassinato dalla mafia nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Aveva 95 anni ed era la primogenita dei tre figli di Arturo Falcone e Luisa Bentivegna. Riservata per scelta, lontana dai riflettori, Anna ha dedicato la vita a custodire con straordinaria dignità la memoria del fratello, scegliendo la discrezione come forma di impegno antimafia. Insieme alla sorella Maria – da sempre più esposta in prima linea come presidente della Fondazione Falcone – ha dato un contributo fondamentale alla nascita e allo sviluppo dell’istituzione che porta il nome di Giovanni, oggi punto di riferimento nazionale per l’educazione alla legalità e la promozione della cultura della giustizia.Pochi, rarissimi i suoi interventi pubblici. Tra questi, l’incontro recente con l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, che le aveva chiesto perdono per le frasi offensive pronunciate anni prima nei confronti del giudice Falcone in una conversazione intercettata. Un gesto di riconciliazione che aveva commosso l’opinione pubblica siciliana.La notizia della scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in città. Il sindaco di…
Bruxelles punisce l’Italia: aria tossica a Napoli e Palermo
Commissione Ue avvia procedura d'infrazione per i livelli eccessivi di biossido di azoto. Piani anti-inquinamento inadeguati, Roma ha due mesi per rispondere Bruxelles– L'Italia finisce nuovamente nel mirino dell'Unione europea per l'inquinamento atmosferico. La Commissione ha aperto una procedura d'infrazione contro il nostro Paese, inviando una lettera di costituzione in mora per il persistente superamento dei limiti di biossido di azoto (NO2) nelle aree urbane di Napoli e Palermo .Da anni le due grandi città del Sud registrano concentrazioni di NO2 oltre i valori consentiti dalla direttiva Ue sulla qualità dell'aria ambiente, un inquinante legato principalmente al traffico veicolare e dannoso per la salute respiratoria. Nonostante l'obbligo di adottare piani efficaci per rientrare nei limiti nel minor tempo possibile, Bruxelles giudica le misure italiane "non adeguate" a risolvere il problema in tempi brevi. Roma ha ora due mesi per rispondere alle contestazioni e rimediare alle carenze evidenziate. In caso di replica non soddisfacente, la Commissione potrà emettere un parere motivato, avviando la fase successiva della procedura che potrebbe sfociare in sanzioni pecuniarie. Si tratta dell'ennesimo capitolo di una lunga battaglia…
Palermo, la nuova Cosa Nostra e i legami con camorra e ‘ndrangheta. I nomi dei 50 arresti
Cinquanta provvedimenti restrittivi, quattro filoni d’indagine, un unico filo rosso: la capacità di Cosa nostra di tenere insieme tradizione criminale e nuove strategie, dai vecchi boss di quartiere ai canali di spaccio su Telegram con la foto profilo di Tony Montana. L’ultima maxi operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha colpito in profondità lo storico mandamento della Noce e una fitta rete di traffici di droga che abbraccia diversi quartieri del capoluogo, compresa Brancaccio, fino a lambire la Campania e il Trapanese. La polizia di Stato ha eseguito 50 misure cautelari: per 19 indagati il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, per altri 6 gli arresti domiciliari, mentre 25 soggetti sono stati raggiunti da un decreto di fermo di indiziato di delitto. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, dall’intestazione fittizia di beni all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, fino allo spaccio al dettaglio. Un impianto accusatorio che restituisce l’immagine di una Mafia che resta fedele ai suoi pilastri storici – controllo del territorio, pizzo, droga – ma che al tempo stesso si aggiorna, si frammenta, delega…
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