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A Napoli oggi ricorda Diego Armando Maradona nel suo stadio

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Atalanta-Napoli non sarà una gara normale per il popolo azzurro: il match di oggi assume, infatti, un significato particolare per ogni amante della squadra partenopea.Esattamente 3 anni fa si spegneva Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, idolo incontrastato di Napoli.

La città partenopea si appresta a ricordare il proprio eroe e simbolo.Il suo ricordo è indelebile e batte fortissimo nel cuore di tutti i tifosi napoletani.

A tre anni dalla scomparsa, Napoli celebra ancora una volta Diego Armando Maradona.Appuntamento allo stadio intitolato al Pibe de Oro.

A partire dalle ore 21 è in programma la celebrazione dell’ex campione argentino con una ‘torciata’ in suo ricordo.

“Un evento che richiamerà migliaia di tifosi del Napoli come ogni anno subito dopo il match che gli azzurri disputeranno a Bergamo”.A comunicarlo sono gli ultras partenopei, promotori dell’iniziativa per il secondo anno consecutivo, che hanno annunciato una grande flashmob con torce alla mano per illuminare la notte di Napoli e per commemorare la scomparsa di Diego Armando Maradona.

Gli ultras invitano tutti i tifosi a presentarsi all’esterno dello stadio che oggi porta il nome del “Pibe de Oro”. “L’iniziativa vuole essere un tributo vibrante e passionale a colui che ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio e nel cuore di Napoli.La torcia, simbolo di passione e amore per il calcio, sarà accesa per illuminare il cammino dei ricordi, sottolineando che il numero 10 non è solo un numero di maglia, ma un’eredità del popolo napoletano.

Il Napoli, insieme ai suoi tifosi, continuerà a onorare la memoria di Diego Armando Maradona, celebrando non solo il giocatore straordinario, ma anche l’uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio mondiale”

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Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente

di Giuseppe Del Gaudio 16 Settembre 2025 - 10:55 10:55

Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.

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Organizzare un viaggio in Campania significa prepararsi a esplorare una regione ricca di storia, cultura, paesaggi mozzafiato e tradizioni gastronomiche uniche. Ma prima ancora di passeggiare tra i vicoli di Napoli, ammirare la Costiera Amalfitana o scoprire i tesori nascosti dellentroterra, è fondamentale pianificare al meglio gli spostamenti.

Con due aeroporti principali, numerose stazioni ferroviarie e una rete di trasporti che varia notevolmente da zona a zona, muoversi in Campania richiede attenzione e organizzazione. Conoscere gli orari dei voli, le tratte ferroviarie attive, i collegamenti via bus e le alternative disponibili può fare la differenza tra un viaggio sereno e uno pieno di imprevisti.

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La storia dello stemma del Napoli calcio è un viaggio attraverso l’identità visiva e sentimentale della città: un cammino che inizia con un cavallo rampante, simbolo evocativo del Regno borbonico, e arriva alla “N” stilizzata, icona moderna del club. Nell’annata 1926/1927, la neonata Associazione Calcio Napoli adottò uno stemma in cui un fiero cavallo rampante, detto “Corsiero del Sole”, era sospeso su un pallone da calcio, incorniciato da un ovale azzurro e aleggiava il blasone della nobiltà partenopea. Tuttavia, la squadra partì con un campionato disastroso, appena un punto e 61 gol subiti in 18 partite, situazione che spinse i tifosi a ironizzare comparando il cavallo ad un povero asinello sofferente, il celebre “ciuccio” di don Domenico Ascione. Da quel momento, il simbolo perse immediatamente la sua nobiltà e perse il suo fascino, diventando figura di dileggio popolare. Nel giro di pochi anni, l’emblema cambiò radicalmente: nel 1927 sparirono cavallo e ovale, e nel 1928 venne introdotto un design più essenziale, ovvero un cerchio azzurro bordato di oro con una grande N borbonica al centro, riferimento alla città e al suo patrimonio artistico, come le pregiate porcellane di Capodimonte.

L’adozione del cavallo rampante, simbolo storico della resistenza napoletana già dai tempi svevi (come racconta la leggenda legata al “Corsiero del Sole”), conferiva originalmente allo stemma una solennità quasi araldica. Tuttavia, il suo utilizzo durò appena un anno: la débâcle sportiva della squadra indusse la tifoseria a raccontare che quel nobile destriero fosse più simile “’o ciuccio ‘e Fichella”, venendo deriso come un povero asino malconcio. Nel 1928, per distanziarsi definitivamente dal passato umiliante, la società adottò un nuovo logo: un cerchio azzurro con bordo dorato e una N centrale, che divenne simbolo distintivo della squadra e della città. Questo è il momento in cui il logo Napoli inizia a delinearsi. Seguendo gli sviluppi successivi: negli anni ’60, con la trasformazione in SSC Napoli, si rielaborò il simbolo riprendendo in parte lo stile araldico del cavallo del 1926 (in uno stemma più articolato), ma nel 1964 fu di nuovo adottata la N inserita in ovale o cerchio, con l’aggiunta della scritta “S.S.C. Napoli” e talvolta i tricolori

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