In scena domani a Napoli con l’O.P.V. diretta da A. Cadario.
E’ dedicato alla produzione di Wolfgang Amadeus Mozart il concerto della pianista Leonora Armellini in scena, domani, 19 ottobre (ore 20.30), nel Teatro Acacia, con l’OPV – Orchestra di Padova e del Veneto diretta per l’occasione dal maestro Alessandro Cadario.
Il giorno della scomparsa di Francesco Guccini è segnato anche dalle parole cariche di affetto di Roberto Vecchioni, che ricorda l'amico e collega con cui ha condiviso oltre mezzo secolo di musica, incontri e passioni. Per il cantautore milanese non ci sono dubbi: «Per me era il più grande cantautore». Ai microfoni dell'AGI, Vecchioni ripercorre…
“Un evento molto atteso dal pubblico napoletano” sottolinea Tommaso Rossi, direttore artistico dell’Associazione Alessandro Scarlatti che ne programma l’esecuzione in avvio della nuova stagione musicale. In scena una delle protagoniste del pianismo internazionale, tra i premiati allo “Chopin” di Varsavia nel 2021; Leonora Armellini proporrà due concerti mozartiani, il K 175 e il K 595, rispettivamente il primo e l’ultimo del catalogo del geniale compositore austriaco.
“Il concerto per pianoforte K 175 – si legge in una nota – fu scritto da un Mozart diciassettenne appena tornato dal viaggio in Italia, mentre il K 595 è uno straordinario “ibrido” tra la forma cameristica e quella più ampia del concerto con accompagnamento orchestrale”.
Si è spento questa mattina, all'età di 86 anni, Francesco Guccini, una delle figure più emblematiche, autorevoli e amate del panorama musicale e letterario italiano. L'artista si è spento nella sua storica casa di Pavana, borgo dell'Appennino pistoiese al confine tra Toscana ed Emilia, circondato fino all'ultimo dall'affetto della moglie Raffaella Zuccari, della figlia Teresa…
Il programma musicale della serata si completa poi con una rarità mozartiana, il “Galimathias Musicum” scritta, con buona probabilità, a quattro mani con il padre Leopold durante un viaggio nei Paesi Bassi. L’originale composizione consta di una serie di dieci brani, taluni dei quali brevissimi, e ogni pezzo si basa talvolta su una melodia popolare (derivata da esempi tedeschi, francesi, olandesi) talvolta su partiture di origine colta, come nel caso del n. 1, un “breve capriccio polifonico” su un tema tratto da una suite di Händel per clavicembalo.
“Il concerto – conclude Leonora Armellini – è un viaggio nel mondo estetico di Mozart, nel quale convergono ironia, gusto per il popolare, virtuosismo e sapienza compositiva”.









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