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Quando la Serie A parlava italiano: 7 calciatori su 10 sono stranieri

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Il tema della presenza degli stranieri in Serie A torna con sempre maggior frequenza e la tendenza esterofila del nostro campionato non sembra invertirsi. Anzi, dati alla mano, il trend appare inarrestabile, con una diminuzione costante dei giocatori italiani nei club tricolore.

Ma esattamente, quanti stranieri ci sono nel nostro campionato? Da quali Nazioni provengono? E come sono composte le rose degli altri maggiori campionati europei? Time2play, blog che realizza ricerche su argomenti di attualità sportiva e non solo, ha realizzato una ricerca sulla presenza dei calciatori stranieri in Serie A, confrontando i dati con quelli di Premier League, LaLiga, Bundesliga e Ligue 1. Ha inoltre tracciato l’andamento del fenomeno dalla stagione calcistica 1993/1994 a quella attuale, raccogliendo le informazioni sulla presenza degli stranieri nel calcio europeo degli ultimi 30 anni.

Le rose di Serie A sono sempre più internazionali e oltre la metà dei giocatori che scendono in campo ogni settimana è straniera. Su 567 calciatori tesserati dai 20 club del nostro campionato, infatti, ben 362 non sono italiani (quindi il 63,8%). La squadra più esterofila di tutte è l’Udinese, con 30 stranieri in rosa su 35 (l’85%), seguita dal Torino, che ne conta 21 su 26 (l’80%), e dal Genoa, con 22 su 29 calciatori totali (il 75,8%). E le altre non sono da meno: con il 75,8% (22 calciatori su 29) al quarto posto troviamo il Genoa, seguito dal Milan con il 75% (21 su 28) e dal Lecce con il 73,3% (22 su 30).

Per quanto riguarda le altre grandi rose in A, il Napoli e la Roma occupano la nona posizione pari merito (con il 65,38% di stranieri), l’Inter il dodicesimo (64%), la Lazio il quindicesimo (58%) e la Juve il diciassettesimo (50%). La squadra più ‘italiana’ è il Monza, che conta appena 10 calciatori stranieri su 29, il 34,4% del totale.

La squadra lombarda schiera da sempre una formazione prevalentemente tricolore e punta molto sul talento autoctono. E i risultati non hanno deluso: nel corso del 2023 ha ottenuto 33 punti in 20 partite. Una cavalcata frutto di 8 vittorie, 9 pareggi e solo 3 sconfitte. Appena sotto la vetta troviamo l’Empoli, con 19 giocatori italiani (il 43,3% del totale). Terza tra le squadre meno esterofile il Cagliari. La compagine sarda, con l’arrivo di Ranieri, nel corso della passata stagione è riuscita a ottenere 35 punti in 19 partite, raggiungendo la promozione in Serie A.

I dati parlano di un calcio che sempre più segue i processi di globalizzazione, con un’inevitabile perdita di identità del nostro campionato. Perché lo straniero proviene da un’altra cultura e ciò comporta inevitabilmente un attaccamento meno intenso alla squadra e alla città.

E’ anche innegabile, però, che uno spogliatoio multiculturale rappresenta un valore aggiunto, offrendo importanti opportunità di confronto. E in un Paese in cui spesso si guarda allo straniero con diffidenza, il calcio può davvero rappresentare un modello di integrazione e inclusività. Dunque quali sono le squadre più internazionali in Serie A? E da quali paesi provengono gli stranieri che calcano i nostri campi di calcio? Analizzando i dati sulla composizione delle rose 20 rose, Time2play ha stilato la classifica dei club più multiculturali. Al primo posto, pari merito, ci sono il Genoa e l’Udinese con ben 18 nazionalità. Secondo posto per Torino e Verona a quota 17, e terzo posto per Lecce, Salernitana e Napoli, che contano calciatori provenienti da ben 15 diversi paesi. A sorprendere è la Juventus, ultima in questa speciale classifica, i cui 12 stranieri in campo provengono da ‘sole’ 6 diverse parti del mondo.

Guardando invece ai paesi di provenienza degli stranieri ‘adottati’ dal nostro calcio, Francia, Argentina e Brasile sono le nazioni che maggiormente contribuiscono all’esterofilia del massimo campionato italiano. 41 calciatori sono infatti francesi, mentre gli argentini e i brasiliani sono rispettivamente 30 e 26. Seguono ex aequo Polonia, Spagna e Olanda con 19 giocatori ciascuna.

La Serie A non è tuttavia un’eccezione. Tutti i maggiori campionati europei fanno ricorso ai talenti stranieri. A dominare la classifica del campionato più esterofilo d’Europa è la Premier League, con il 69,1% di calciatori non autoctoni (362 su 567). Al secondo posto troviamo la Serie A (63,8%). Terzo posto, con il 57,1%, per la Ligue 1: 276 calciatori stranieri su un totale di 483. In Bundesliga, al quarto posto, la percentuale scende al 48,4% (248 calciatori stranieri su un totale di 512). È LaLiga, quindi, ad aggiudicarsi il primato di campionato meno esterofilo: soltanto 203 calciatori non spagnoli su un totale di 490, il 41,4% complessivo.

La redazione di Time2play ha stilato anche la classifica delle 20 squadre europee con più stranieri in campo. La Premier League (con ben 10 squadre) e la Serie A (con 6) condividono il primato dei campionati con i club più esterofili d’Europa. Con 24 calciatori stranieri su 26 (il 92,3%), il Fulham è la squadra che conta meno calciatori autoctoni, seguita dall’Udinese (85%) e dal Wolverhampton (22 su 26 calciatori). Solo un club della Bundesliga compare nella classifica delle rose più esterofile, ed è il Bayer Leverkusen, con 20 calciatori stranieri su 27, mentre per trovare un club di Liga bisogna arrivare in 41esima posizione, con il Real Madrid a quota 65,2% (15 calciatori su 23).

Sul podio delle squadre più autoctone troviamo invece l’Athletic Bilbao, con un solo calciatore straniero su 25. Il club tessera solamente giocatori baschi e, considerando i risultati (è l’unica squadra insieme a Barcellona e Real Madrid a non essere mai retrocessa in seconda divisione), la strategia è molto apprezzata dai tifosi che nel 2010, attraverso un sondaggio, hanno rifiutato la proposta di aprire la rosa anche a calciatori provenienti da fuori. Seguono con grande distacco Osasuna (LaLiga) con 4 calciatori su 24 (16,6%) e 1.FC Heidenheim 1846 (Bundesliga) con 5 stranieri su 28 (17,8%). Il Monza, squadra made in Italy per eccellenza, e unico club tricolore in questa classifica, si piazza in decima posizione.

Il campionato italiano di Serie A nel corso degli anni ha visto arrivare un numero sempre crescente di giocatori stranieri. Time2Play ha analizzato i dati degli ultimi 30 anni, dalla stagione 1993/94 ad oggi, mettendoli a confronto con quelli di Premier League, LaLiga, Bundesliga e Ligue 1. Nei nostri campi, il numero di talenti nati fuori i confini nazionali è aumentato del 417%, passando da appena 70 a 362, tre volte di più rispetto ai maggiori campionati europei. La svolta per la libera circolazione dei giocatori nel nostro paese ci fu con la sentenza Bosman del 1995. Da lì in poi il numero di stranieri è aumentato in modo costante nel tempo e nel campionato 1996/97 i nostri stadi assistettero a una vera invasione: nella stagione precedente erano appena il 13,6% del totale, per arrivare al 24% nel post-Bosman. Un processo che porterà al sorpasso nella stagione 2015/16, quando per la prima volta la maggioranza dei giocatori tesserati (il 50,7%) non sarà di nazionalità italiana. Anche negli altri campi europei, l’incremento è stato sostanziale, ma nel confronto i dati sorprendono e non poco. L’aumento medio, infatti, si attesta al 133%: dalla stagione 1993/94 ad oggi in Ligue 1 gli stranieri sono aumentati del 165% (da 104 a 276), nella Liga del 144% (da 83 a 203), in Bundesliga del 133% (da 106 a 248). In Premier League, dove gli stranieri erano già numerosi, l’incremento è stato ‘soltanto’ del 89% (da 202 a 383).

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