Arriva a San Siro la prima vittoria di Luciano Spalletti alla guida dell’Italia. Gli azzurri giocano una buona partita e si impongono con il risultato di 2-1 sull’Ucraina grazie alla doppietta di Frattesi. Non è bastata agli ospiti la rete di Yarmolenko ad accorciare le distanze in chiusura di primo tempo.
Dopo il pareggio con la Macedonia del Nord gli azzurri salgono a 7 punti in classifica nel girone C agganciando proprio l’Ucraina e la Macedonia che supera Malta, ma con una partita in meno per l’Italia, quattro giocate contro le cinque delle altre due nazionali. Prima l’Inghilterra a 13 punti in cinque gare.
Spalletti per la seconda gara sulla panchina azzurra visti i ko di Mancini, Politano e Tonali, cambia cinque elementi dalla gara con la Macedonia e inserisce Scalvini titolare in difesa con Bastoni, mentre nel tridente d’attacco ci sono Zaniolo-Raspadori-Zaccagni, con Immobile in panchina e a centrocampo sceglie Frattesi e Locatelli in mediana al posto di Tonali e Cristante con Barella confermato. Il ct ucraino Rebrov invece si affida a Dovbyk di punta, supportato da Tsygankov-Sudakov-Yarmolenko.
Uno-due Frattesi, Italia avanti 2-0 alla mezz’ora sull’Ucraina
L’Italia parte bene e spinta dai 55mila di San Siro al 3′ i prova con Di Lorenzo, ma il tiro dal limite termina alto. Al 10′ lo stesso difensore del Napoli centra per il compagno di club Raspadori che vince un rimpallo in area con Zabarnyi e da posizione ravvicinata manda ancora alto. Gli azzurri mantengono la pressione offensiva, con un cross di Zaccagni smanacciato da Bushchan e un bel sinistro di Dimarco murato da Krivstov.
La pressione dell’Italia dà i suoi frutti: Sudakov scivola, Zaccagni ne approfitta e appoggia in area per Frattesi che di destro fulmina Bushchan per l’1-0. La squadra di Spalletti non arresta la pressione e al 20′ Zaniolo punta l’area dalla destra, doppio passo ma Krivtsov è poi fortunato nel contrasto.
Il raddoppio è però nell’aria e arriva al 29′: Zaniolo si accentra dalla sinistra e la conclusione si trasforma in assist per Frattesi che dopo un rimpallo con Raspadori gira in porta il 2-0, prima annullato e poi convalidato dal Var. Sul 2-0 l’Italia si abbassa un po’ e ne approfitta l’Ucraina. Al 36′ errore di Locatelli, sinistro dal limite di Dovbyk, potente ma centrale, con Donnarumma attento.
Riapre Yarmolenko, tra Italia e Ucraina è 2-1 a fine primo tempo
Al 40′ ancora Italia pericolosa con Raspadori che si fa spazio in area, e conclude in porta ma il rasoterra velenoso è respinto da Bushchan. Al 41′ però altro calo di tensione e gol degli ospiti: Donnarumma è bravo e reattivo sul tiro ravvicinato di Dovbyk, ma poi Dimarco anticipa Zinchenko e serve inavvertitamente Yarmolenko che insacca a porta vuota il gol del 2-1.
Gli azzurri iniziano forte anche la ripresa e al 54′ sul traversone di Dimarco, e la sponda di Zaniolo, la palla finisce a Zaccagni che, leggermente disturbato da Raspadori, spreca mandando sul fondo da ottima posizione. Spalletti cambia e inserisce Biraghi e Gnonto per Dimarco e Zaccagni.
L’Italia riprende a spingere e al 59′ Zaniolo di tacco smarca Raspadori in area, destro ad incrociare ma Bushchan ci arriva con la punta delle dita e manda in angolo. La squadra azzurra riprende a spingere e al 67′ uno-due tra Barella e Zaniolo, e sinistro rasoterra dai 20 metri dell’ex giallorosso ma è ancora bravo Bushchan a respingere.
Finale con qualche brivido, ma l’Italia batte l’Ucraina e respira
Poco dopo altra clamorosa occasione per l’Italia: al 69′ azione prolungata con Gnonto che crossa basso da sinistra, Locatelli si gira in area, ma il suo destro si infrange sulla traversa, e poi Barella non inquadra lo specchio. Spalletti inserisce altre forze fresche con Zaniolo e Raspadori che lasciano il campo a favore di Orsolini e Retegui.
All’89’ Scalvini in proiezione offensiva serve Gnonto che perde il tempo dal limite e non conclude. L’Ucraina prova nel finale ancora a spaventare Donnarumma con Vanat ma senza fortuna. Arriva così il primo incoraggiante successo dell’Italia targata Luciano Spalletti.
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
REDAZIONE






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