

Il magistrato Antonello Ardituro
Crisi e caro energia: terreno fertile per la camorra. È quanto emerge dal Forum Internazionale Polieco sull’economia dei rifiuti. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 44 relatori in presenza ed in remoto, esponenti del mondo dell’impresa, della politica, della magistratura, del giornalismo e del mondo accademico.
“Le condizioni di emergenza hanno fatto sempre lievitare il potere ed il controllo delle organizzazioni criminali ed ora con le nuove emergenze create dai rincari energetici e dalla enorme lievitazione del prezzo del gas, il rischio di un controllo imperante della criminalità è altissimo”. Cosi’ Raffaello Magi, giudice della Suprema Corte di Cassazione intervenuto al Forum conclusosi oggi.
“L’aumento del prezzo del gas – ha aggiunto Magi – mi ricorda quello che è accaduto nel Casertano nel post terremoto, nel periodo delle ricostruzioni, con l’aumento incontrollato del prezzo del calcestruzzo voluto dal clan dei Casalesi. Le infiltrazioni della criminalità organizzata raccolgono il malessere sociale e interloquiscono con le istituzioni. E’ per questo motivo che la vigilanza deve essere particolarmente alta per evitare che flussi di denaro, finanziamenti e altre forme di agevolazione destinate alle imprese e famiglie possano essere utilizzate per altri fini e andare nelle tasche delle mafie”.
Il Forum, tenutosi ad Ischia per la sua 14esima edizione, ha concentrato l’attenzione sulle nuove strategie di sostegno alle imprese del riciclo e sulle infiltrazioni criminali nella gestione dei rifiuti. “Se da una parte la camorra si è proposta come una grande agenzia di fornitura di servizi in particolare per la raccolta, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti speciali, dall’altra – ha detto Antonello Ardituro, sostituto procuratore al Tribunale di Napoli – è giusto che la magistratura faccia una sana autocritica con la consapevolezza che le attività di indagine scontano l’assenza di specifici strumenti normativi di contrasto ed un mancato coordinamento di banche dati”.
“E’ necessario allora – ha suggerito Cesare Sirignano, sostituto procuratore presso il Tribunale di Napoli Nord – intervenire con metodi di prevenzione prima ancora che di repressione. Fenomeni così estesi richiedono una risposta sistemica dello Stato con una pianificazione e programmazione che rientra prima di tutto nel campo d’azione della politica”.
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