Mondragone. Quattro ragazzi, di cui il più piccolo di appena 7 anni, sono stati fermati venerdì, ieri, dalla polizia municipale di Mondragone.
I 4 sono stati bloccati all’interno di una scuola della città litoranea, dove si erano resi protagonisti di un raid vandalico all’interno della struttura.
I caschi bianchi hanno dapprima bloccato i giovani, poi identificati e infine affidati ai loro genitori.
Napoli, trapianto cuore danneggiato, il cardiochirugo Chiariello: «Scelta probabilmente obbligata»
Napoli. -Nella drammatica vicenda del bambino di due anni sottoposto a trapianto cardiaco a Napoli con un organo poi risultato danneggiato, “è molto difficile giudicare la scelta dei chirurghi”. A sostenerlo è il cardiochirurgo Luigi Chiariello, già docente all’Università di Roma Tor Vergata e noto per aver operato nel 2012 Benedetto XVI. Secondo lo specialista, sulla base delle informazioni disponibili, “l’errore fondamentale sembra essere avvenuto a monte”, quando sarebbe stato inviato per il trapianto un cuore “conservato male con ghiaccio secco invece che con ghiaccio normale”. “Procedura già iniziata quando è arrivato l’organo” Chiariello richiama i protocolli standard dei trapianti cardiaci: quando un cuore viene prelevato e avviato verso il centro trapianti, l’équipe che deve impiantarlo inizia già l’intervento sul ricevente per ridurre al minimo i tempi ischemici. “È verosimile che all’arrivo dell’organo il torace del piccolo fosse già stato aperto e preparato”, spiega. “Se il bambino era già stato operato, cosa fare a quel punto? Tornare indietro per dubbi sulla conservazione? Interrompere l’intervento senza alternative disponibili?” L’ipotesi del “cuore ponte” In uno scenario di emergenza estrema, la decisione di…
«Ogni secondo conta»: l’appello disperato della madre del bimbo trapiantato
«Ogni secondo conta», ripete in modo disperato di Patrizia Mercolino la madre del piccolo Tommaso, il bambino ricoverato presso l'ospedale Monaldi di Napoli. L'urgente richiesta di aiuto, lanciata da una madre angosciata, risuona nei corridoi del nosocomio come un eco di speranza e paura. Questo appello non solo mette in luce la lotta di una famiglia contro il tempo, ma sottolinea anche le sfide e le incertezze che affrontano molti genitori nel sistema sanitario italiano. Una corsa contro il tempo «Siamo stati messi in lista d'attesa, ma la situazione è critica», racconta la madre, visibilmente provata. La questione si fa ancora più delicata considerando che, secondo i protocolli medici, l'attesa può comportare rischi significativi per la salute del bambino. Un errore procedurale che rasenta l’incredibile ha trasformato una speranza di vita in un incubo clinico e giudiziario. Tommaso, sta lottando per la sopravvivenza nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi di Napoli, dopo aver ricevuto un cuore reso inutilizzabile da una conservazione errata. L'errore fatale: ghiaccio secco al posto del naturaleTutto ha inizio lo scorso 23 dicembre, quando a Bolzano…
Mondragone choc: per entrare nel clan bisognava sparare contro la caserma dei carabinieri
Mondragone– Sparare contro una caserma dei carabinieri come prova di fedeltà al clan. È uno degli episodi più inquietanti emersi dall’inchiesta che ha portato all’arresto di 21 presunti affiliati al clan Gagliardi, organizzazione camorristica operante a Mondragone e nei comuni limitrofi, ritenuta erede diretta dello storico clan La Torre, legato ai Casalesi. L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli guidata dal procuratore Nicola Gratteri, affiancato dall’aggiunto Michele Del Prete. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa allo spaccio di droga, fino a estorsioni, minacce e violenze. Il rito di affiliazione e la “pungitura” Per entrare a far parte del clan non bastava spacciare o intimidire. Gli aspiranti affiliati dovevano sottoporsi al rito della “pungitura”: un taglio al dito per far uscire il sangue, una cerimonia tipica delle mafie siciliane e della ’ndrangheta. Un elemento che, secondo gli inquirenti, conferma la pericolosità e la struttura chiusa del gruppo. «È un’organizzazione che ricorda molto la ’ndrangheta – ha spiegato Gratteri in conferenza stampa – sia per i rituali di affiliazione…
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