Orta di Atella: scoperta raffineria della droga

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I finanzieri del Comando Provinciale di Caserta hanno inferto un altro duro colpo ai traffici illeciti gestiti dalle locali organizzazioni criminali, individuando in un complesso residenziale di Orta di Atella una vera e propria raffineria altamente attrezzata per la lavorazione di notevoli quantitativi di cocaina, destinati ad alimentare il fiorente mercato della “regina” delle droghe.

Al momento dell’irruzione, all’interno dell’appartamento adibito a laboratorio clandestino erano presenti 3 persone, fra cui un cittadino colombiano che, secondo le prime evidenze investigative, avrebbe avuto il compito di sovrintendere al complesso procedimento chimico di lavorazione della droga.

Nel corso delle operazioni, i militari della compagnia di Marcianise hanno rinvenuto non solo oltre 7 kg di cocaina purissima già pronta per essere immessa in commercio ma anche 140 kg di sostanze chimiche, macchinari ed attrezzature normalmente impiegati nei processi di raffinazione e taglio.

Tali evidenze, unitamente all’elevato valore di mercato della cocaina (quella sequestrata avrebbe fruttato oltre 1,5 milioni di euro) inducono a ritenere che, dietro alla gestione del laboratorio clandestino scoperto, possa in realtà celarsi un sistema di narcotraffico ben più strutturato di cui, però, al momento non si conoscono ancora i contorni.

D’altra parte, vi è il fondato sospetto che il traffico di stupefacenti non sia l’unico business criminale scoperto, visto che all’interno dell’appartamento sono state rinvenute anche banconote false di vario taglio e di pregevole fattura pari a 207 mila euro.

Dopo l’arresto, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord, per due dei responsabili è stata disposta la custodia in carcere, mentre per un altro la detenzione domiciliare. Il 17 novembre la sezione del riesame del tribunale di Napoli ha concesso la detenzione domiciliare nei confronti di uno dei detenuti.

In arresto erano finiti Giuseppe Puzone, 55enne già noto alle forze dell’ordine; Carmine Martucci, 44 anni e Orlando Gaviria Acosta, colombiano di 64 anni. Per Martucci sono stati disposti i domiciliari.


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