‘Ndrangheta: maxi blitz della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale: con 100 arresti in tutta Italia e oltre una tonnellata di cocaina sequestrata.
Le Squadre mobili di Reggio Calabria, Milano, Firenze e Livorno, con il coordinamento del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, hanno eseguito oltre 100 misure cautelari emesse dalle procure distrettuali antimafia di Reggio Calabria, Milano e Firenze, a conclusione di articolate indagini che hanno riguardato esponenti della ‘ndrangheta operanti in stretto raccordo tra loro, in diverse regioni.
Oltre una tonnellata di cocaina e’ stata sequestrata nel corso delle indagini che hanno portato alla maxi operazione anti ‘ndrangheta. La droga veniva importata dal Sud America.
L’operazione ha riguardato soggetti di origine calabrese provenienti dalla Piana di Gioia Tauro, presunti appartenenti alla cosca Molè, attivi anche in Lombardia e in Toscana, e con ramificazioni internazionali. I reati contestati a vario titolo sono associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, autoriciclaggio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, produzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione.
Il filone milanese delle indagini e’ stato condotto dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Como.
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Milano– Nell’aula bunker del carcere di Opera ieri sera è stata necessaria oltre un’ora per leggere il dispositivo che segna uno spartiacque nella storia giudiziaria milanese. Il Gup Emanuele Mancini ha sostanzialmente validato l'impianto accusatorio dell'inchiesta "Hydra", riconoscendo l'esistenza di quella che i magistrati della Dda definiscono una "alleanza strutturale" tra le diverse anime del…
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Reggio Calabria, arbitri corrotti per scommesse su partite di calcio di serie minori: cinque arresti
Una rete criminale legata alle scommesse sul calcio minore è stata smantellata questa mattina dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. Il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di cinque persone, indagate per associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive.
Le indagini, coordinate dalla Procura reggina e iniziate nel gennaio 2024, sono partite da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa a flussi anomali di scommesse su una partita della categoria Primavera. Dai controlli è emerso che un arbitro della sezione di Reggio Calabria, già sospeso per irregolarità precedenti, orchestrava un sistema per pilotare i risultati di diverse partite di Serie C, Primavera e Primavera 2. Per far convergere le partite sugli esiti desiderati — in particolare sul numero di goal per garantire pronostici “over” — l’arbitro ricorreva a rigori inesistenti, espulsioni ingiustificate e favori a una delle squadre.
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