Abbate sostiene di aver consegnato la somma per la campagna elettorale a Riccardi (Luigi Riccardi, all’epoca direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e Marcianise): “Consegnai la somma a Riccardi su richiesta di Di Domenico”.
Abbate ha poi raccontato di aver continuato a pagare tangenti fino al giorno del suo arresto nell’inchiesta che oggi lo vede imputato per associazione per delinquere e corruzione, oltre a riciclaggio e inquinamento ambientale.



