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Prete ucciso in Francia, l’assassino aveva incendiato la cattedrale di Nantes

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Il padre Olivier Maire è stato assassinato, vittima della sua generosità“. Così su Twitter il delegato episcopale all’informazione della diocesi di Rennes, Nicolas Guillou, conferma l’identità del sacerdote ucciso oggi in Vandea.

Anche Bruno Retailleau, senatore dei Les Républicains, pubblica su Twitter il nome ed una foto del sacerdote ucciso affermando che “la morte testimonia la bontà di questo prete che conoscevo bene e di cui ho potuto apprezzare la profondità della fede“.

E’ un ruandese di 40 anni, Emmanuel A., il responsabile dell’assassinio di un prete a Saint-Laurent-sur-Sèvre, in Vandea, già noto alle autorità perché l’anno scorso aveva confessato di essere responsabile dell’incendio alla cattedrale gotica di Nantes. Il 26 luglio del 2020, otto giorni dopo l’incendio che aveva distrutto l’organo della chiesa di San Pietro e Paolo, frantumato le vetrate e annerito l’interno della cattedrale risalente al XV secolo, le autorità avevano ammesso la responsabilità del rogo, accendendo tre inneschi. Emmanuel A. viveva a Nantes da molti anni ed era il volontario cui era affidato il compito di assicurare che fosse tutto in ordine in chiesa, “conosciuto ed apprezzato”, avevano scritto allora i media francesi. Aveva chiesto lo status di rifugiato, ma “aveva dei problemi psichici e aveva cercato di regolarizzare la sua situazione sulla base di questi problemi”, aveva detto all’epoca il procuratore di Nantes. La domanda era stata respinta e dal 2019 aveva ricevuto l’ordine di espulsione, ordine che era stato sospeso dopo l’incendio perché sotto sorveglianza giudiziaria.

Dolore e incapacità di comprendere dinanzi all’assassinio di padre Olivier Maire, superiore provinciale dei missionari monfortiani”. Così don Hugues de Woillemont, portavoce della conferenza episcopale francese, che su Twitter esprime “comunione di preghiera e di speranza con la sua famiglia regligiosa”.

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