Terra dei Fuochi. “Fino a tempi recentissimi la percezione nazionale e locale di questo dramma era assai limitata. Dobbiamo ad alcuni singoli eroi civili, penso a Roberto Mancini e Michele Liguori, ma anche a sacerdoti che continuano a battersi ogni giorno come don Maurizio Patriciello, se il vaso di Pandora è stato scoperchiato. Ora nessuno può far finta di non vedere e non sapere. Ora bisogna agire. Il Cis Terra dei Fuochi nasce anche per questo”.
Così Mara Carfagna, ministra per il Sud, in una intervista ad Avvenire incentrata sul territorio che si estende fra Napoli e la provincia di Caserta ed è tristemente segnato dall’interramento ripetuto di rifiuti tossici e speciali.
“Il Cis – spiega Carfagna – è un contratto che lo Stato ‘firma’ con i territori per accelerare interventi che considera strategici, di rilievo nazionale. Il Cis Terra dei Fuochi sarà stipulato entro l’anno con oltre 40 Comuni. Già oggi i sindaci riceveranno i format per elaborare e inviarci i loro progetti su tre grandi aree d’azione: ambiente, rigenerazione sociale e urbana, cultura. Un momento di scambio che ci consentirà di attivare idee importanti”.
Il ministro del Sud, precisa Carfagna, “non ha competenze dirette sulle bonifiche né sulla lotta alle ecomafie, ma sullo sviluppo sì: è su questo che ho deciso di agire con determinazione, valorizzando le attese dei cittadini e i progetti dei Comuni”. Carfagna peraltro esprime un “pubblico ringraziamento” ad Avvenire “per la tenacia con cui ha combattuto questa battaglia. Oggi, rispetto al passato, sono cambiate due cose. Ci sono le risorse, e non solo quelle del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza alimentato dai fondi Ue, ndr): siamo all’inizio di un ciclo di programmazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione che impegnerà circa 70 miliardi in 7 anni. E poi c’è la determinazione di questo governo ad agire bene e in fretta sulle emergenze ‘storiche’ del Paese”.
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