

La band italo-americana ha filmato una versione improvvisata ed acustica del brano approfittando di un pomeriggio di sole in un giardino della campagna casertana, durante una session inedita e piacevole.
“Slow” conferma il nuovo corso umano ed artistico della band, orientato a una dimensione intima e pacata, a una maggiore consapevolezza di sé e del proprio tempo.
Il brano, scritto qualche anno fa e tenuto da parte in attesa del suo giusto momento, è stato casualmente riscoperto e riarrangiato dalla band, per dargli nuova linfa pur mantenendone intatta l’identità.
Un mandolino, chitarre, fiati e riverberi, la voce bassa e profonda di Mario Dust, questi gli strumenti per fermare il tempo, per godersi un’ atmosfera squisitamente sospesa.
In attesa di un nuovo album, che speriamo possa vedere la luce in breve tempo, la band apre ancora le porte alla sua dimensione più folk e raccolta, sulle note di “Slow take me, take me down slow, Gently lay me, lay me down low”.
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