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Castellammare, ‘Aule poco sicure’ : gli studenti restano a casa

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Castellammare, ‘Aule poco sicure’ : gli studenti restano a casa

Pc spenti e classi vuote in alcune scuole superiori di Castellammare di Stabia dove, da questa mattina, gli studenti hanno proclamato cinque giorni di sciopero. Il Liceo Severi non partecipa alle lezioni in nessuna forma. Mentre al Classico “Plinio Seniore” si presentano in Dad anche gli studenti che facevano parte della quota del 50 per cento che questa mattina avrebbe dovuto essere in classe.

Lo “sciopero” era una decisione annunciata, ma dopo l’incontro che si e’ svolto ieri sera con l’assessore all’Istruzione, Maria Romano, e’ diventata ufficiale. L’intenzione degli studenti e’ di non tornare in presenza al 100 per cento come stabilito dal decreto Draghi. E i presidi sono d’accordo con i ragazzi. Questa mattina solo qualche studente e’ entrato regolarmente e gli insegnanti, tutti presenti, si sono ritrovati ad accogliere appena 2 o tre ragazzi per classe. Le motivazioni dello sciopero sono l’affollamento e la disorganizzazione degli orari dei trasporti, la sicurezza in classe, che – secondo gli studenti – verrebbe meno con la presenza al 100 per cento in aule piccole e per molte ore di presenza.

Gli studenti vorrebbero terminare l’anno scolastico con la didattica a distanza, per la quale si sono ormai bene organizzati a casa e anche abituati. La protesta, quindi, continuera’ fino a sabato. L’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Cimmino ha spiegato che, comunque, e’ tenuta a rispettare il decreto di Draghi, che stabilisce la chiusura delle scuole solo in presenza di focolai da Covid-19.

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Napoli – Un passo concreto verso il potenziamento della rete educativa cittadina. Il Comune di Napoli ha sottoscritto questa mattina, presso la Direzione Generale, 45 contratti di lavoro per funzionari socioeducativi che entreranno in servizio negli asili nido delle Municipalità a partire dal 1° settembre 2025. A questi si aggiungeranno, già dall’avvio del nuovo anno scolastico 2025/2026, 130 contratti a tempo determinato destinati alle maestre della scuola dell’infanzia. La decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi segna un ulteriore tassello di un percorso avviato negli ultimi tre anni, durante i quali sono già stati assunti oltre 200 educatori e insegnanti a tempo indeterminato. Un investimento, sottolinea il Comune, che non si limita a rispondere alle emergenze di organico, ma punta a costruire basi solide per garantire continuità e qualità ai servizi educativi. Parallelamente, Palazzo San Giacomo ha annunciato la prossima pubblicazione di un concorso pubblico per maestre a tempo indeterminato: un segnale che va nella direzione di stabilizzare il personale e di consolidare strutturalmente l’organico del settore. L’operazione ha una doppia valenza: da un lato rafforza il diritto all’educazione nei primi anni di vita, dall’altro rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle famiglie napoletane, spesso costrette a fare i conti con carenze di posti negli asili e con una rete di servizi storicamente fragile. In questo senso, la scelta dell’amministrazione si colloca non solo come misura di politica del personale, ma come investimento strategico per il futuro della città. «Garantire più servizi educativi, sostenere le famiglie e valorizzare la qualità della scuola comunale. È questo l'obiettivo del nostro piano di assunzioni», ha ribadito il sindaco Manfredi in un post sui social. «Si tratta di un investimento sul futuro dei bambini e sulla crescita di tutta la comunità». L’iniziativa, che segue una tendenza di rafforzamento dei servizi comunali in ambito educativo, appare dunque cruciale per colmare i divari con altre grandi città italiane e per dare un segnale forte: Napoli scommette sul capitale umano, sulla scuola pubblica e su un modello di welfare capace di garantire inclusione e pari opportunità fin dall’infanzia.

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