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I medici di Napoli onorano la memoria dei colleghi caduti a causa del Covid. Il 20 febbraio cerimonia all’Ordine con le famiglie

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I medici di Napoli onorano la memoria dei colleghi caduti a causa del Covid.

Il 20 febbraio cerimonia all’Ordine con le famiglie. Scotti e Zuccarelli: «Un esempio per tutti noi e per i giovani che si avvicinano alla professione». Lo street artist Luca Carnevale dona una sua opera.

Un medico raffigurato come un angelo, uno dei tanti, troppi caduti nella lotta al Covid. Dalla sua nuvola quel medico continua ad aiutare i colleghi impegnati in prima linea, intenti a salvare vite. È l’immagine fortemente iconica che lo street artist Luca Carnevale ha regalato all’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Napoli e Provincia, e simbolicamente a tutta la categoria, per onorare la Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato che si terrà il 20 febbraio. Proprio il 20 febbraio l’Ordine dei Medici ricorderà infatti la memoria dei colleghi che sono scomparsi a causa del virus, professionisti pronti a mettere a rischio la propria vita pur di tenere fede al giuramento prestato anni prima.
«Per colpa del Covid abbiamo dovuto dire addio a tanti colleghi che non ce l’hanno fatta, colleghi che sono caduti», commenta il presidente Silvestro Scotti.

«Abbiamo voluto utilizzare l’immagine donataci da Luca Carnevale come simbolo di questa giornata perché è un’immagine che racchiude in sé non solo il nostro desiderio di onorare la memoria dei colleghi che non ci sono più a causa del virus, ma anche perché ben rappresenta la continuità di un’azione che si arricchisce nella condivisione delle esperienze. I medici che hanno combattuto il Covid in prima linea, che si sono ammalati e che sono venuti a mancare, ci hanno fatto dono di un lascito essenziale: ci hanno trasmesso un’esperienza che si è rivelata determinante nel proseguo della pandemia per salvare tante altre vite. Quest’esperienza non è andata dispersa, è stata anzi coltivata con grande attenzione e gratitudine».

A partire da venerdì e sino a domenica, la facciata della sede di via Riviera di Chiaia 9/C, quella che idealmente è la “casa” di tutti i medici e gli odontoiatri, sarà illuminata dal tricolore. I colori nazionali si affiancheranno ad un drappo che mostrerà con commosso orgoglio la raffigurazione donata da Luca Carnevale. Stessa immagine che sabato, nel foyer dell’auditorio dell’Ordine, accoglierà le famiglie dei medici caduti. «Abbiamo scelto di ritrovarci per celebrare la memoria dei colleghi – spiega il vicepresidente Bruno Zuccarelli – donne e uomini che hanno onorato la professione medica sino all’estremo sacrificio. Colleghi che saranno per sempre un esempio per tutti noi e per le nuove generazioni». Alle famiglie di questi medici sarà consegnata una medaglia d’oro alla memoria nel corso di una cerimonia alla quale sono invitati il Presidente della Giunta Regionale della Campania, una rappresentanza della Curia Arcivescovile di Napoli in vece di sua eccellenza monsignor Domenico Battaglia, risultato positivo al Covid, e tutti i direttori generali della ASL e della Aziende Ospedaliere e Ospedaliere Universitarie di Napoli.

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Le onorificenze assegnate hanno celebrato una vasta gamma di interventi: dai blitz contro i clan della camorra, che hanno colpito le organizzazioni criminali nelle diverse province campane, ai salvataggi di persone in situazioni di emergenza, fino agli atti di vicinanza quotidiana alla popolazione. Tra i premiati spicca il vice brigadiere Giovanni Russo, la cui storia ha commosso i presenti, simbolo del rischio concreto che i Carabinieri affrontano ogni giorno.Il 6 dicembre 2024, durante un’operazione di controllo in un capannone a San Giovanni a Teduccio, Russo è salito su una tettoia sospettata di nascondere armi. Il lucernario sotto i suoi piedi ha ceduto, facendolo precipitare da un’altezza di cinque metri. Gravemente ferito, è stato soccorso dai colleghi e trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, compresa la ricostruzione con un’endoprotesi aortica, e a un lungo periodo in rianimazione. Grazie alla tempestività dei soccorsi e al lavoro di squadra tra Carabinieri, personale medico e sanitari, Russo è sopravvissuto, diventando un esempio di resilienza e dedizione.

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