Omicidio nella notte a Casalnuovo. Un giovane di 19 anni è stato accoltellato a morte lungo il centralissimo corso Umberto I, al termine di una lite scaturita per futili motivi.
Secondo una prima ricostruzione, fatta dai carabinieri che stanno indagando sul caso, il ragazzo Simone F. sarebbe stato colpito con diversi fendenti. I militari hanno ascoltato amici e familiari per ricostruire la dinamica e risalire agli autori. Al vaglio degli investigatori anche i filmati della centrale di videosorveglianza del Comune.
Il sindaco Massimo Pelliccia ha pubblicato un post sulla sua pagina ufficiale facebook in cui scrive: “Sono in contatto con le forze dell’ordine per un grave episodio di violenza verificatosi in corso Umberto. Un giovane ragazzo ha perso la vita, una notizia davvero sconcertante che ci riempie di dolore. Le immagini della centrale di videosorveglianza del Comune sono già al vaglio degli inquirenti”.
Casalnuovo, sorpreso nel parco con i «ferri del mestiere»: arrestato 36enne in libertà vigilata
Casalnuovo – Non è bastata la misura della libertà vigilata a tenere lontano dai guai un 36enne del Napoletano, finito nuovamente in manette nella mattinata di mercoledì 21 gennaio. I Carabinieri lo hanno intercettato a Casalnuovo, mentre si aggirava con fare sospetto all'interno di un parco residenziale della zona. L’uomo, identificato come Umberto Di Napoli, era già riuscito a mettere a segno un colpo poco prima del fermo. Durante la perquisizione, i militari dell’Arma hanno rinvenuto diversi arnesi atti allo scasso e il provento del furto: una batteria per auto, smontata poco distante da una vettura in sosta. Nonostante il regime di sorveglianza a cui era sottoposto, il 36enne è tornato in azione, venendo però tradito dal tempestivo intervento delle forze dell’ordine. Per l'uomo sono scattate immediatamente le manette con l'accusa di furto aggravato. La refurtiva è stata recuperata, mentre gli attrezzi da scasso sono finiti sotto sequestro.
Angelo Napolitano sigillato dalla Finanza: «Supereremo anche questa». Tre punti vendita restano aperti
Napoli – "Supereremo anche questa". Con un video su TikTok, l'imprenditore Angelo Napolitano ha commentato il provvedimento della Guardia di Finanza che ha disposto la chiusura temporanea delle sue attività commerciali. I sigilli sono scattati nell'ambito di un'indagine per fatture false ed evasione dell'Iva, ma l'imprenditore assicura che l'attività proseguirà in altre sedi. Tre punti vendita operativi Nel messaggio social, Napolitano ha rassicurato i clienti: "Abbiamo avuto una chiusura di 15 giorni ma restiamo a completa disposizione per acquisti o altro". L'imprenditore ha indicato tre punti vendita ancora operativi: Cardito, il Cis di Nola e una nuova sede a Casalnuovo che sarà attiva da domani. L'intervento della Finanza La Guardia di Finanza ha apposto i sigilli alle attività commerciali nell'ambito di un'indagine per irregolarità fiscali. Le ipotesi di reato contestate riguardano l'utilizzo di fatture false e l'evasione dell'imposta sul valore aggiunto. Il provvedimento prevede una sospensione dell'attività di 15 giorni. La strategia dell'imprenditore Nonostante il sequestro, Napolitano ha scelto di comunicare direttamente con i clienti attraverso i social network, mantenendo un tono ottimista e annunciando la continuità operativa in altre…
Napolitano Store, nuovo blitz della Finanza: chiusi i negozi tra Napoli e Casalnuovo
Napoli – La Guardia di Finanza ha eseguito un nuovo e più incisivo sequestro nei confronti della società che gestisce i negozi Napolitano Store, operativa nel commercio di elettrodomestici e smartphone tra Napoli e Casalnuovo. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno posto sotto sigilli l’intero compendio aziendale di Angelo Napolitano, attivissimo tiktoker e noto per le sue amicizie con Rita De Crescenzo, su disposizione del gip di Nola, su richiesta della Procura, bloccando di fatto ogni attività commerciale. Si tratta di un ulteriore sviluppo dell’inchiesta che già lo scorso 17 settembre aveva portato a un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro, comprendente anche uno yacht di 16,5 metri, provvedimento poi confermato dal Tribunale del Riesame. Secondo gli inquirenti, nonostante quel primo intervento, la società avrebbe continuato a mettere in atto lo stesso schema fraudolento. Al centro dell’indagine c’è una sistematica frode all’Iva, realizzata attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di società “cartiere”, prive di dipendenti e di reale operatività, utilizzate per aggirare il fisco e abbattere il carico tributario. In questo modo l’azienda avrebbe…
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