Nursing Up: ‘Subito gli Infermieri di Famiglia accanto ai medici di base per le vaccinazioni’

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

«In attesa che le aziende coinvolte presentino ufficialmente i dati all’Ema e alla Fda e ottengano le autorizzazioni ufficiali, possiamo e dobbiamo immaginare, il prima possibile, strategie adeguate e mirate per l’arrivo dei vaccini anti-covid e per il successivo piano di somministrazione, mettendo i professionisti della sanità italiana nella condizione di lavorare al meglio per la salute dei cittadini.

Una vaccinazione di massa, quale sarà quella che si prospetta, seppur gestita per gradi e per livelli di necessità legati alle condizioni dei pazienti (si dovrebbe partire prima con i malati, gli anziani e, doverosamente, anche con medici e infermieri, da sempre maggiormente esposti al rischio) non può essere costruita “gravando ” unicamente sulle spalle dei medici di famiglia.

Per questo, come sindacato, chiediamo che finalmente questo Governo e il Ministro della Sanità “tirino fuori dal cappello a cilindro” quegli oltre 9500 infermieri di famiglia che avrebbero dovuto essere reclutati sulla carta già nel corrente anno 2020, ma che di fatto non sono mai stati resi operativi nel nostro sistema sanitario se non con sparute eccezioni locali. L’infermiere di famiglia può e deve affiancare il medico di base nelle vaccinazioni, coordinandosi con quest’ultimo per implementare e realizzare concretamente il maggior numero di somministrazioni nel minor tempo possibile.

Nell’attesa di scoprire che fine hanno fatto i 9600 infermieri assunti con il Decreto Rilancio, vorremmo ricordare, sempre a questo Governo, che intanto non ci possiamo permettere di commettere il minimo errore.

I medici di base, affiancati dalla nuova compagine degli infermieri di famiglia, che certo non è nata per gestire l’emergenza Covid ma per migliorare quei meccanismi che indirettamente ruotano intorno all’emergenza stessa (snellire i ricoveri, effettuare i tamponi, lo andiamo proponendo da tempo!) possono permettere ai primi di riprendere con forza le redini della cura di quei pazienti affetti da patologie gravi o croniche che sono passate in secondo piano con la pandemia.

Parliamo, solo per esempio, dei malati di cancro, dei diabetici, che nel marasma attuale sono costretti a vere e proprie corse ad ostacoli per essere trattati negli ospedali pubblici, ma che nel contempo non si possono permettere di rallentare il percorso delle proprie cure.

Confidiamo che questa volta, la FNOPI e gli Ordini degli infermieri facciano sentire la propria voce presso il Ministro Speranza affinché i nostri professionisti abbiano quel ruolo concreto e fondamentale del quale possono certo assumersi la responsabilità, in un percorso complesso e delicato, quale quello delle vaccinazioni, che confidiamo possa arginare questo Covid 19 una volta per tutte come accaduto per i grandi morbi del passato, relegandolo solo a un ricordo, seppur amaro, da raccontare alle future generazioni», conclude De Palma.

PUBBLICITA

Shorts

● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 10:46
02/04/2026 10:46

Caso Domenico, Oppido al gip: " Il cuore diede piccoli segnali, speravamo ripartisse "

02/04/2026 10:33

Talk show La patata bollente-Tre! : sfide e provocazioni nel nuovo prime time di Prima Tivvù

02/04/2026 10:23

Maxifrode al fisco e riciclaggio: scoperta la stamperia delle false fatture: 13 arresti

02/04/2026 08:52

Controlli dei carabinieri a Scampia, sei denunciati nel blitz ad " alto impatto "

02/04/2026 08:37

Pasqua da record a Napoli: in arrivo 400mila turisti, ma i trasporti si fermano a pranzo

PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA