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Castellammare di Stabia

Medico di Castellammare muore a 65 anni in attesa dei risultati del tampone

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Secondo medico morto di covid in Campania in tre giorni. Si tratta di Francesco Chierchia, 65 anni di Castellammare, dirigente dell’ è morto questa mattina.

 

La città di Castellammare piange un altro medico morto per Coronavirus. Dopo Giovanni Tommasimo nel corso della prima fase dell’emergenza sanitaria che è stato il primo medico morto per Covid. Chierchia ara in attesa dell’esito del secondo tampone. La scorsa settimana aveva accusato i sintomi e si era sottoposto a tampone molecolare che aveva dato esito negativo. La situazione però si è aggravata nei giorni seguenti ed è per questo che aveva eseguito il secondo tampone ed era in attesa di risultato che sarebbe dovuto arrivare tra ieri ed oggi. Il medico dirigente era in isolamento domiciliare con gravi difficoltà respiratorie. Questa mattina, all’alba, non ce l’ha fatta a reggere ed è morto.

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Castellammare di Stabia

Castellammare, mazzetta per completare opere abusive: arrestato dipendente comunale

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Castellammare, mazzetta per completare opere abusive: arrestato dipendente comunale.

La Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina nei confronti di E.R., dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, e dei coniugi A.G. e T.C., ritenuti gravemente indiziati del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo quanto emerso dalle indagini dei finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia con la collaborazione della Polizia municipale stabiese, E.R., geometra del Comune incaricato di eseguire sopralluoghi nei cantieri edili, si sarebbe reso responsabile di due distinti episodi di indebita induzione, entrambi commessi nel 2019, avendo indotto gli autori degli abusi edilizi accertati a corrispondergli indebitamente somme di denaro e altri benefici per poter proseguire i lavori abusivi e non incorrere in una sentenza di condanna.

In un caso, il tecnico comunale si sarebbe fatto consegnare 10mila euro e fatto promettere una polizza assicurativa per un motorino per ottenere il dissequestro di un cantiere e proseguire così dei lavori abusivi. La somma era stata corrisposta per interposta persona, mediante l’intermediazione di una coppia di coniugi, anch’essi arrestati, che hanno trattenuto per sé 2mila euro.

Nel secondo episodio, il tecnico comunale aveva indotto l’autore di un altro abuso edilizio, nei confronti del quale si era proceduto al sequestro di un capannone abusivo, a corrispondergli indebitamente la somma di 4mila euro per consentirgli di completare le opere abusive, evitandogli ulteriori controlli sul cantiere edile, e ottenere l’assoluzione dai reati edilizi commessi, testimoniando il falso nel futuro giudizio, nonché per definire favorevolmente la pratica di condono edilizio relativa a un altro immobile di proprietà del committente dei lavori. La Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro della somma di 2mila euro trovata sui conti correnti bancari dei coniugi nonché della somma di 950 euro in contanti e di un ciclomotore del valore di circa mille euro rinvenuti nella disponibilità del tecnico comunale.

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