Non era il capo del clan Mazzarella: pena ridotta in Appello per il ras Salvatore Fido o’ chiò.
Si accorciano le distanze dalla scarcerazione per Fido Salvatore, appartenente al Clan Mazzarella.
Il giovane, soprannominato ‘O Chio’, in abbreviato aveva incassato 14 anni di reclusione come capo ed organizzatore del gruppo di San Giovanni a Teduccio, per essere stato il regista delle ‘stese’ effettuate ‘dietro la 46’ nell’ambito dello scontro con la famiglia Rinaldi, oltre che il mandante di diversi attacchi bombaroli in giro per il centro di Napoli.
La Corte d’Appello di Napoli ha accolto le argomentazioni difensive degli avvocati Domenico Dello Iacono e Giuseppe Milazzo, stabilendo che Fido non fosse ai vertici del Clan perché detenuto ininterrottamente tra dicembre 2011 e agosto 2017. E non vi è neanche prova che abbia impartito ordini e direttive una volta fuori dal carcere, essendosi reso latitante fino all’arresto avvenuto a Giugliano il 31 ottobre 2018. Dove la Squadra Mobile partenopea fece irruzione, trovandolo da solo in casa con una pistola.
Il trentaduenne dunque è stato condannato soltanto come partecipe all’associazione camorristica ed inoltre gli è stata riconosciuta la continuazione con le precedenti due sentenze già espiate. Dalla pena finale di anni 19 e mesi 9 di reclusione dovranno essere sottratti i 13 già sofferti in carcere. Adesso, con lo sconto di 6 anni ottenuto dalla Corte d’Appello ne resteranno altri 6 circa di pena.
Rideterminata la pena anche per Maurizio Donadeo (difeso dall’avv. Leopoldo Perone) da anni 10 in anni 8, per aver preso parte al Clan, con assoluzione dall’associazione dedita al narcotraffico.
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