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Italia

II Ministero della salute: ok ai test rapidi nelle scuole

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test rapidi nelle scuole


II Ministero della salute: ok ai test rapidi nelle scuole.

 

Ok ai test “antigenici rapidi come strumento di prevenzione nell’ambito del sistema scolastico” per rilevare l’infezione da Covid 19. Così il ministero della Salute in una circolare diffusa in serata, permettendo quindi i test utilizzati finora in porti e aeroporti. I test antigenici rapidi, prosegue il ministero sono “in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di COVID-19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da SARS-CoV2.Pertanto, l’utilizzo di tale tipologia di test in ambito scolastico, anche considerando i possibili limiti nelle caratteristiche del test, potrebbe accelerare la diagnosi di casi sospetti di COVID-19.

Infatti, è del tutto lecito assumere che la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sia particolarmente elevata, e che sia necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone per escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di COVID-19, nonché per individuare prontamente i casi, isolarli e rintracciarne i contatti, facilitando la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento”. 20

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Attualità

Tridico: ‘Senza Reddito di cittadinanza in 3 milioni su lastrico’

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tridico,reddito di cittadinanza

Senza il Reddito di cittadinanza, “3,1 miioni di cittadini sarebbero sul lastrico. Questo e’ un periodo in cui c’e’ bisogno di welfare, di protezione. Se non ci fosse stato questo paracadute, avremmo avuto a rischio la coesione sociale del Paese”.

Lo ha sottolineato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a Radio24. Alla domanda se questo strumento vada rivisto, “sicuramente c’e’ da migliorare qualcosa, soprattutto sul lato delle politiche attive”, ha risposto. Anche se “io vedo il Reddito di cittadinanza come strumento di sostegno al reddito piu’ che di politiche attive. E’ un reddito minimo”, in cui il legame con le politiche attive “e’ marginale”, ha affermato.

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